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TUTTI CONTENTI PER IL DISCO ORARIO, SENZA PENSARE A CHI NON HA LAVORO!

Parcheggi-a-pagamento-mezza-marcia-indietroANCORA UNA LETTERA, L’ENNESIMA: ARRIVA DOPO LA NOTIZIA CHE AL POSTO DEI PARCHEGGI A PAGAMENTO SPUNTERA’ LA ZONA DISCO!

Spett.le Direzione, è normale che i commercianti esultino se non verranno ripristinate (almeno per il momento, ma è passato oltre un anno) le strisce blu e al loro posto verranno istituite delle zone disco: troveranno sempre il modo di modificare l’orario alle auto in sosta, fin dalla prima mattina. E non cambierà nulla: chi cerca un parcheggio, continuerà a non trovarlo; il comune perderà introiti e non potrà fare verbali, per punire i trasgressori; e soprattutto (ma la cosa non interessa) i controllori di sosta rimarranno per il secondo Natale senza il panettone.

Inutile stare a citare la decisione della cooperativa “Obiettivo salute e lavoro”, ossia quella di rinunciare al servizio di gestione delle 988 aree di sosta a pagamento, e di licenziare i 25 dipendenti. E’ vecchia di un anno, non la ricorda più nessuno, e non interessa a nessuno! Così come non interessa a nessuno che in un anno Milazzo sia stata abbandonata a se stessa, per motivi legati alla circolazione e alla mancanza di spazi per la sosta! Nessuno all’interno del palazzo ha preso in considerazione l’ipotesi più favorevole per un ente dissestato: la gestione diretta tramite erogatori di tagliandi, le cosiddette “macchinette”, per fare affluire denaro sonante nelle casse comunali! Delegando i vigili urbani al controllo, prolungando le fasce orarie previste per il pagamento; fissando una tariffa “amichevole” non superiore a venti euro per gli abbonamenti (ne potrebbero usufruire i dipendenti pubblici e privati, e gli stessi commercianti, per garantire incassi sicuri per dodici mesi l’anno: 300 posti in centro o nelle zone limitrofe sono pari a 72 mila euro annuali); aumentare il costo orario in centro (per chi vuole sostare davanti al luogo dove deve recarsi, banca, posta, comune… ) e incoraggiare la sosta nelle strade adiacenti, praticando prezzi di gran lunga inferiori, per evitare il collasso della circolazione e contrastare l’inquinamento. 

Niente di tutto questo, ancora una volta.

Rimaniamo in attesa di fare ripartire il servizio dei parcheggi a pagamento utilizzando i controllori di sosta? Nutriamo qualche dubbio! Non pensiamo che sarà facile prendere una decisione. Ci viene spontaneo chiederci chi ha interesse a lasciare la città nel caos.

Sappiano comunque i commercianti che i clienti non si attirano nemmeno permettendo l’ingresso delle loro auto all’interno dei negozi: forse ancora non hanno capito che la loro crisi ha motivazioni più profonde, e dura da oltre dieci anni, non proprio con l’apertura dei centri commerciali.

Ma chi deve vigilare e tutelare l’economia in questa città si è chiesto cosa stia per nascere in via Vittorio Veneto, dove aveva sede la Serit, di fronte al bar Alexander? Qualcuno parla di un altro supermercato… In quella zona ce ne sono già cinque, oltre a due esercizi per la vendita di detersivi e prodotti per la casa. Tutti senza parcheggi! Oggi la prima preoccupazione è quella di pensare a mangiare: cosa non si sa; nemmeno da dove provengano certi prodotti in offerta fin troppo scontati…  In quanto alla circolazione, la strada è ampia, una doppia fila ci sta bene…

O magari metteranno anche lì la zona disco?

Alcuni lettori

 

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