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UN AFFETTUOSO SALUTO A NATALINA DE DOMINICI

de dominici dueSI E’ SPENTA SERENAMENTE, ED E’ ANDATA A RAGGIUNGERE IL SUO MARIO.

Una telefonata, ma sul cellulare non appare il nome: “Sono Angela, mamma non c’è più!“. Rimango sorpreso “Angela chi?”. E allora comprendo che si tratta proprio di Angela De Dominici, una delle più care ed affettuose amiche, che in un momento come questo non avrei voluto ascoltare, per una telefonata del genere. “Volevo dirtelo… Mamma ti stimava tanto… mi è sembrato giusto…“. Faccio in tempo a riprendermi dalla brutta notizia, ed allora mi rendo conto che la signora Natalina Scandaliato, moglie di Mario De Dominici, è andata via per sempre… Non ci vuole molto per fare riaffiorare i ricordi, le immagini, le ultime telefonate con lei che, poco più di un mese addietro, mi chiedeva notizie di Nino Campagna, suggerendomi di scrivere su TERMINAL qualcosa che lo ricordasse a chi lo aveva conosciuto. Si preoccupava di un caro vecchio amico, nonostante le sue condizioni di salute non fossero le migliori; ma la sua forza d’animo, il suo coraggio, la sua fede non l’avevano mai abbandonata; sapeva che da lassù qualcuno avrebbe avuto cura di lei; e nel frattempo lei si prendeva cura di chi, quaggiù, non era in condizione di pensare a se stesso. Quando lesse il ricordo di Nino Campagna, di quell’uomo che aveva dato tanto alla città, mi telefonò in lacrime, ringraziandomi. Era contenta che Milazzo, grazie al nostro giornale, avrebbe potuto ricordare quell’uomo descritto con amore filiale e meticolosa precisione.

Natalina e Mario De Dominici arrivarono a Milazzo oltre cinquant’anni fa: il loro negozio di calzature, all’angolo fra Piano Baele e via Porto Salvo, dove adesso c’è Danila Sport, era uno dei più esclusivi della città e della provincia. Erano i primi anni 60, quelli che avrebbero reso grande l’Italia del miracolo economico; quelli che sarebbero passati alla storia come i Favolosi Anni 60. Avevano due figlie, Angela e Carla: nonostante fossero più piccole di noi, sono rimaste sempre fra le amiche più affettuose e sincere. 

Con Natalina ci vedevamo spesso: frequentava la Chiesa del Carmine, ed era sorretta da una fede incrollabile. Amica dei miei genitori, suo padre era stato vecchio collega di lavoro del mio, e questo  contribuiva a rinsaldare un’amicizia che con il passare del tempo cresceva e si  trasmetteva ai figli. Ma da qualche anno le sue condizioni di salute non erano più quelle di un tempo: difficoltà respiratorie, che nonostante tutto non le impedivano di conservare lucidità nelle proprie azioni, e di rivolgere le sue attenzioni e le premure agli altri, per i quali aveva sempre una parola di conforto e di incoraggiamento. Si sentì gratificata da un PREMIO TERMINAL che fu riconosciuto alla memoria del suo caro Mario, per gli anni spesi nel commercio; ma in quel ricordo ad anni passati c’era anche lei, protagonista assieme al compianto suo sposo, di un tocco di classe, di innovazione, di eleganza, di raffinatezza che entrambi conferirono alla nostra città. Non volle essere lei a ricevere il premio, ma incaricò Angela, la figlia maggiore: era visibilmente emozionata, e non avrebbe mai creduto che in una città che troppo presto si dimentica di chi l’ha fatta grande ci potesse essere qualcuno che ricordava Mario De Dominici. Da quel giorno, ogni nostro incontro era una festa: sapevo che non stava bene, lei stessa pensava che potesse essere l’ultimo; capiva forse che lassù qualcuno aveva bisogno di lei, e lei, nonostante i legami terreni, nonostante Angela, Carla, Chiara, Tito, si era preparata alla partenza. Improvvisa e inaspettata per me, colto alla sprovvista dalla telefonata di Angela, ma coraggiosamente preventivata da lei, che immobile, con gli occhi chiusi in un sonno eterno, ha tradito un ultimo sorriso. Forse per farci sapere che sta bene… che il suo Mario l’aspettava, per farla salire sulla sua moto, come aveva fatto tante altre volte, da ragazzi… E che sono di nuovo assieme, come in quelle foto sbiadite ma sempre vive nei nostri ricordi… La piangono i suoi cari, i tanti amici che l’hanno conosciuta, che l’hanno amata. Ma lei non vuole lacrime… Lei sorride, contenta. Mario è con lei. Non si lasceranno mai… 

1 Commento

  1. Stefano Ossian

    La Sua amicizia, i Suoi consigli mi hanno aiutato a crescere – Riposa in pace Natalina e dai un forte abbraccio a Mario da parte mia. Con affetto e stima profonda – Stefano Ossian

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