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UN “INCHINO” SENZA PROCESSIONE O MAFIOSI!

PALO ILLUMINAZIONELA TRISTE FINE DI UN PALO DELLA PUBBLICA ILLUMINAZIONE, ANCHE LUI “COSTRETTO” A PIEGARSI AL VOLERE… DI CHI, A PROPOSITO?

Era fiero, baldanzoso, impettito; e nel suo ruolo, gioiva tutte le sere quando, sul far del buio, rischiarava la strada a viandanti ed automobilisti.

Ieri – poverino – qualcuno lo ha costretto ad un “inchino” fino a piegarlo a 45°, facendolo sdraiare sulla siepe… ma per sua volontà mai si sarebbe inchinato davanti a chicchessia nemmeno per fare “favori” a tutti i Comandanti del mondo; il suo compito non era quello! Oggi però, ero andato proprio a rendergli omaggio, per dargli un minimo di conforto, per assicurarlo che avrei fatto di tutto per farlo rimettere in sesto a spron battuto. Ma il povero palo con le sue caratteristiche ornamentali non aveva più retto, costretto in quella posizione anomala. Sarebbe bastato che chi frettolosamente ha messo quel nastro bianco e rosso lo avesse in qualche modo puntellato evitandogli l’“affondamento” totale.

9 giugno 2016 009Ora, piangere sul latte versato non giova… ora ci vorranno secoli prima che venga messo in sicurezza, asportato e sistemato. Ma, ahimè, certamente dovrà essere sostituito e per lui si avvicina l’ombra dello “smantellamento”. E su tutto scenderà il… buio, nel vero senso della parola! Per chi non avesse individuato il posto, siamo in via Tindaro La Rosa, alle spalle del distributore AGIP, quello di Santo Stefano! Una riflessione: chissà perché sto facendo questi accostamenti alla ancor più sventurata Concordia anch’essa affidata in mani sbagliate. Però per essa, prima o poi, qualcuno pagherà ma in questo caso pagherà qualcuno? – Occorrerebbe troppo zelo… indagini… perizie… CTP… ecc. – Meglio soprassedere, e chi s’è visto s’è visto. Tanto mai lo sostituiranno. Ma non è il solo: è in buona compagnia, assieme a quello della Marina Garibaldi abbattuto dallo scirocco, del quale si è subito dato conto, e che ha lasciato “un vuoto che nessuno colmerà”, come avviene per gli improvvisi lutti di persone care, fra i due pali limitrofi. Poco importa, dirà qualcuno: tanto, gli ambulanti extracomunitari hanno più spazio per sistemare i loro banchi precari e provvederanno loro ad accendere qualche lampada che rischiari l’ambiente. Altri pali seguiranno la triste sorte dei loro “fratelli” o “cugini”. E non è detto che debba essere un veicolo a sbattere contro: la ruggine che corrode la base li farà genuflettere, come avviene per certe processioni davanti le case dei mafiosi o presunti tali! Ci può stare anche questo inchino: l’interessante che non cadano di colpo su chi ha la sfortuna di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato, e paghi con la vita! Allora le responsabilità sarebbero altre, e la città rischierebbe di restare al buio: perchè tutti i pali, essendo in quelle condizioni, verrebbero spenti e rimossi per evitare altri danni! 

1 Commento

  1. Armiamoci e partite. La sintesi dell’amministrazione in carica pre-elezioni e anche dopo essere stata eletta. Posso dare, per mille motivi, tra i quali quelli a carattere umanitario, scuse e motivazioni per difficoltà (tante) lasciate dalle sventurate amministrazioni precedenti e che quella attuale si è sobbarcata (domandarsene il perché sarebbe oltremodo interessante), ma tanta incapacità è solo pari al silenzio ed alla mancanza di comunicazione che di questo gruppo di amministratori è una nota peculiare. Proviamo a vederla in questo modo, l’elezione di una amministrazione è un matrimonio, con le medesime regole. Sapersi rispettare, mantenere le promesse, non tradirsi (anche se molti dei milazzesi “coraggiosi” che hanno votato l’attuale sindaco e festeggiato come congreghe in processione la vittoria esaltante alla fine della fiera sono i primi critici e “traditori” del profondo pensiero politico che li ha guidati). Una serie di comportamenti che fanno di una città nel suo insieme (amministrazione ed amministrati), una città unita. Bene, tutto questo manca. Manca perché dal sindaco ai vari assessori si son perse le tracce quando venivano richieste delucidazioni, manca perché spesso troppo spesso ormai, la democratica immagine di “uno di noi”, che sale al potere (per quanto potere possa dare essere sindaco di questa città), perde ogni contatto dalla realtà e si nasconde dietro gli impegni e le problematiche mentre la città affonda nel….lascio immaginare cosa. Ho fatto un giro due giorni fa con un amico e ripreso la situazione cittadina; dal traffico allo sporco, alla disorganizzazione generale. Una situazione che definirei imbarazzante se non ci abitassi, perché per me è vergognosa. Trovare tre persone di fila che rispettino le regole di convivenza civica è un miracolo, ma trovare qualcuno che le faccia rispettare sembra sia un miracolo al cubo! Sarebbe da guinness al negativo. Questo lampione ha deciso, ed in questo contraddico la Redazione, di suicidarsi. Ha capito dove si trovava e quello che gli sarebbe costato sopravvivere in questa terra dimenticata forse non da Dio, ma di sicuro da chi dovrebbe averne cura. Ha deciso di andarsene, a modo suo, non potendo fare la valigia e trasferirsi in una città che lo avrebbe coccolato e supportato nel suo lavoro. Questa potremmo definirla una trasposizione simbolica del concetto di abbandono. Ma, come fa notare il pezzo pubblicato, non si tratta di un solo esempio (sarebbe un miracolo a queste latitudini), ma di uno dei tanti. Di lampioni morenti o sofferenti o ciechi ne abbiamo diversi. E continuano ad essere li, esempio continuo e costante; Sempre pronti a ricordarci di quanto poco facciamo per mantenere un minimo di decenza sociale. Tempo fa circolava una famosa teoria legata alle finestre rotte. In sintesi questa teoria racconta che l’abbandono ed il degrado generano una sorta di escalation in quel senso. Rompi la finestra in un palazzo e non la sistemi? passeranno altri e romperanno altre finestre. Una sorta di emulazione al negativo. Siamo ridotti a questo punto? Un lampione rotto o quasi in caduta non ci sorprende ed indigna più, perché sappiamo di altri lampioni nelle medesime condizioni o peggio, e la cosa quindi diventa per noi, una realtà quotidiana non straordinaria. Ci stiamo abituando al degrado? Ho paura di si ed in questo, con tutte le scuse precedenti, ne incolpo l’amministrazione che ci sta abbandonando al nostro destino senza fare ciò per il quale è stata votata.

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