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UN “PACCO” COMMERCIALE MILIONARIO!

CIANTRO UNOATTESO CON ANSIA, ASSESTERA’ IL COLPO DEFINITIVO ALL’ECONOMIA DI UN PAESE SEMPRE PIU’ CEDUTO AI FORESTIERI! IN CAMBIO DI UN PIATTO DI LENTICCHIE! ECCO I CHIARIMENTI A SEGUITO DELL’ARTICOLO SULLA PALAZZINA FATISCENTE…

Spettabile Redazione, credo che sia necessario spendere qualche parola sulla “palazzina cadente” di via Ciantro. E vi prego di pubblicare la foto, per far capire ai lettori che le cose non stanno esattamente come qualcuno le ha raccontate. Ometto i dettagli sulla vecchia Montecatini, anche se Vi mando uno scritto con la storia, dalla nascita alle chiusura, avvenuta nel 1959, cinquantasei anni addietro. Tanti quanti ne sono bastati perche man mano cadesse a pezzi senza che alcuno si preoccupasse di prendere in considerazione le possibilità che quella architettura industriale,  frutto delle maestrie di quei tempi, poteva offrire.

Per decenni abbiamo visto svettare contro il cielo quelle ardite capriate su cui si poggiavano i tetti della “fabbrica”, le meravigliose strutture in legno..; poi nulla più, rotolati a terra vinti dalla fatica e dalle intemperie. Storie che dovevano e che potevano, invece, essere il nostro presente sotto forma di luogo di aggregazione collettiva nel senso più variegato del termine. Intelligenze e capacità professionali non sarebbero mancate a Milazzo ed ai Milazzesi per farne un gioiello polifunzionale – ludico – culturale – sportivo -ricreativo; polo di attrazione  anche per l’hinterland ed oltre,  che offrisse alla Città ciò che un centro Commerciale – per quanto descritto come faraonico – non potrà mai dare.

Invece, un’Amministrazione dopo l’altra hanno portato a termine scientemente, (qualcuno direbbe) e con lucida determinazione, un progetto che proprio il 16 novembre scorso ha avuto il suo ulteriore placet con La Conferenza dei Servizi che ha avuto luogo presso la Casa Comunale.

La Montecatini poteva e doveva continuare a vivere diversificandola, dando ancora benessere come certo fece all’epoca per Milazzo, ma si è consentito, anzi si è favorito senza tentennamenti; senza ripensamenti; dormendo comunque sonni tranquilli perché quello non era problema nostro; senza frapporre  ostacolo alcuno ad altri che allungavano i tentacoli su quel gioiello “appetitoso”  per sovvertirne vocazione e storia, sull’altare del “dio denaro” ; anzi oggi – per essere in linea con i tempi – bisogna chiamarlo business. Dicevamo sovvertire…oggi la chiamano “variazione della destinazione d’uso”E’ così facile, quando si vuole; Una delibera di quelle lampo…, due firmette e via. Il carro si impunta quando è il povero cristo allorchè di una stanzetta dedicata per certo scopo, vuole poterne fare uso diverso…apriti cielo: l’ira di Dio di iter, sopralluoghi;…e perché…e per come…; ma che deve fare…vedremo! –  E passano i mesi. Ma risulta che pure il gruppo interessato aspetti da ben sette anni; finiranno col chiedere i danni per il ritardato utile e per essere stati trattati da persone normali con tutta questa burocrazia rompiscatole. La scelta pare inopportuna, ma ci sono interessi molto grandi; ed il Comune, come spesso avviene in certi casi, deve prostrarsi alle richieste… Ecco un articolo apparso il 5 marzo 2012 -(fonte Messina-ora.it) “Via libera per il gruppo Franza, Caronte & Tourist…… Il progetto, che il gruppo Franza porta avanti da cinque anni, è stato approvato da Regione, Provincia e dalla Camera di Commercio di Messina… L’area ex Montecatini, in base al contratto di compravendita esibito, risulta già nella disponibilità dell’azienda messinese, che ha inoltre stipulato un contratto d’uso per nove anni, rinnovabile, relativamente ad un altro sito adiacente, di proprietà di Ferrovie dello Stato”. Tutti d’accordo, quindi. Può opporsi solo il Comune, per tutelare l’economia? Il 15 gennaio 2013 Oggi Milazzo titola: “ANTEPRIMA. Si ritorna a parlare del centro commerciale della Caronte & Tourist nell’area Montecatini: a breve gli uffici comunali firmeranno il provvedimento unico necessario ad avviare i lavori della struttura. Il comune otterrà un duplice risultato: da un lato sarà bonificata un’area abbandonata da anni avviando un cantiere con decine di assunzioni che daranno ossigeno all’economica cittadina, dall’altro incasserà degli oneri per circa 900 mila euro”  – (n.d.r. poco più dei quaranta denari di biblica conoscenza). E anche Tempo stretto, il 31 gennaio 2014, riporta “La ex Montecatini è in vendita ad 1.7 milioni di euro, e l’unico acquirente possibile sembra essere proprio il gruppo Franza, che per altro ha un progetto già ben definito – Il Comune ha infatti già approvato la variazione di destinazione d’uso del terreno, che potrà essere quindi trasformato in un parco commerciale. Resta però la “questione morale” della realizzazione di un terzo polo commerciale all’interno di un comune di media grandezza come Milazzo. Ricordiamo infatti la presenza del Centro Commerciale Milazzo e del Parco Corolla, … Un terzo concorrente potrebbe sì creare inizialmente posti di lavoro, ma …. Certamente qualche investimento oculato poteva essere tentato ben prima e a priori rispetto all’intervento di privati”. Stralci di articoli quelli riportati che seppur non trasferiti per esteso, indicano il lavorio interno a la macchinosità per raggiungere a tutti i costi l’obiettivo Franza. Addirittura si è passati anche attraverso la fase di sparizione di documenti e chissà poi in che modo sono rivenuti alla luce o se passati “a miglior vita”, in una sorta di mirabolante gioco delle tre carte. Forse nessuno ha idea di cosa significa quell’insediamento che creerà turbativa da ogni punto di vista ed in cambio di finanziamenti, ma non per la città (evitate di gongolare per la gioia) ma solo e soltanto per gli inventori di questo business. Impatto; traffico; annullamento di quel minimo di economia commerciale rimasta; per avere in cambio, a mò di tettarella che zittisce il bimbo, qualche posto di lavoro e nemmeno di rilievo. E la rete viaria dedicata al “mausoleo”? E quella limitrofa? Quale sarà il caos ed il dissesto che dovremo subire per non aver saputo anticipare le scelte opportunistiche che terzi estranei sono stati capaci di imbastire a danno della nostra Milazzo e dei milazzesi tutti? C’è  proprio da lasciarsi prendere dallo sconforto al solo pensare di quanto è venuto facile spogliarci di cose dalle quali avremmo dovuto trarre vantaggi da ogni punto di vista. Bastava solo avere a) l’idea; b) la volontà; c) la lungimiranza; d) un amore senza riserve per la propria Città; d) la capacità…ma di questa ne abbiamo da vendere; i nostri imprenditori, le nostre intelligenze avrebbero saputo e potuto competere con sicuro vantaggio. Ma, a che giova piangere sul latte che non siamo stati noi a versare? – Consoliamoci…, in cambio avremo Bar – Ristoranti – Palestre – Museo dell’archeologia industriale – boutiques – shopping antistress – multisala a gogò e tant’altro. Una domanda sorge ora spontanea: ma ci saranno parcheggi a sufficienza per ospitare migliaia di macchine contemporaneamente oppure, chi viene da fuori invaderà ogni angolo della città? O si dovrà chiudere al traffico ordinario l’intera strada del Ciantro? Mah…staremo a vedere! Attenzione non abbiamo detto a guardare. Per chi pensava che la palazzina fatiscente fosse di un poveraccio… altro che poveraccio! Confido nella pubblicazione: serve a far riflettere qualcuno che ha fiutato l’affare, decretando la morte dell’economia cittadina. 

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