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Un saluto ad ANNA CELI

L’ESTREMO SALUTO SARA’ DATO DOMANI, MARTEDI’ 5, ALLE ORE 9.30, SUL SAGRATO DEL DUOMO DI MILAZZO.

Un pezzo della nostra giovinezza che va via. Quella giovinezza vissuta dalla nostra generazione, quella del secondo dopuguerra, alla ricerca di nuove conquiste e con sani principi, tramandati dai nostri genitori. Il suo sarà un viaggio lungo, per raggiungere il suo amato LEONARDO LOMBARDO, il tappezziere di Via del Sole, quello con i capelli rossi, la cui simpatia ci manca da anni! Anche lui era partito, giovane, da tempo, e lassù riabbraccia oggi la sua adorata compagna di una vita.

ANNA CELI aveva 66 anni, tre figli, e dei nipoti splendidi. Una ragazza normale, moglie, madre e nonna affettuosa. Come tante ragazze della nostra Milazzo, aveva messo su famiglia quando aveva incontrato, poco più di 40 anni fa, la persona giusta, e vivono una vita senza pretese, nei giusti limiti, con responsabilità. Era legata al suo Leonardo, e non ha potuto goderselo fino in fondo perchè è rimasta vedova, giovane e con tre figli da portare avanti. Modesta e sincera, i suoi comportamenti erano ispirati da una profonda fede religiosa; proprio in chiesa ci siamo incontrati, per lunghi anni; seduti in banchi attigui, come se avessimo dei posti già assegnati, senza alcuna preoccupazione di distanziamento sociale, e pronti a scambiarci il segno della pace prima di procedere per ricevere la santa Comunione.

Silenziosa, pregava per se stessa e per i suoi cari, e partecipava sinceramente alla celebrazione eucaristica. Ci si incontrava anche fuori, in una città in cui tutti ci conosciamo, e ci rallegrava con il suo sorriso che non esitava a regalarci, assieme al suo affettuoso saluto.

Apprendiamo che oggi non è più con noi, e ce lo comunica una comune amica, che amava i suoi figli  come se fosse lei stessa la loro mamma. Ce lo comunica con una infinita tristezza, perchè anche a lei viene a mancare una persona cara, e sa che noi di TERMINAL non ci possiamo tirare indietro per un saluto, l’ultimo, ad una signora che se ne va il primo giorno di libertà, dopo una clausura forzata durata poco meno di due mesi. Un viaggio lungo, ma per raggiungere il suo amato Leonardo ci vuole solo un attimo. Un tempo brevissimo, che non riusciamo nemmeno ad immaginare: sappiamo solo che lui era lì, nella stanza accanto, ad attendere, lei che stava male e lottava per vincere la sua battaglia. Non ce l’ha fatta, ma nonostante tutto il suo Leonardo non ha avuto premura. Si è piegato alla volontà di chi ha voluto che tornassero a stare assieme.

Questa volta per l’eternità. E noi che rimaniamo qui, nel dolore, dobbiamo solo sforzarci di pensare che siano felici assieme… 

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