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UNA CITTA’ CHE SI ARRENDE

14 ott 2015 013E’ L’ARTICOLO PUBBLICATO SU TERMINAL DI OGGI. LO PROPONIAMO PER PERMETTERE LA LETTURA A QUANTI SIANO RIMASTI PRIVI DEL GIORNALE. QUANTE SONO LE CITTA’ CHE DECIDONO DI ABDICARE?  

Amici lettori, di fronte a tanta strafottenza non sappiamo cosa pensare. Possibile che non ci sia una soluzione, che un Comando Vigili debba capitolare di fronte alle continue infrazioni, che nessuno riesca a punire o multare i responsabili? Possibile che si debba richiedere, noi in tono satirico ma i cittadini che non si sono adeguati in tono sfottente e arrogante, il ripristino della vecchia segnaletica proprio perché questa non piace o è ritenuta sbagliata? Con quali competenze possiamo affermare, tutti noi indistintamente, che un segnale stradale sia sbagliato e chiedere di tornare a quello precedente? Ci rivolgiamo alla classe politica: non sottovalutate la situazione! Si tratta di un fenomeno allarmante e inquietante! Siamo veramente allibiti di fronte alle continue infrazioni di semplici norme che regolano il Codice della Strada. Ci sembra di assistere alla resa dello Stato di fronte all’incalzare della criminalità, di fronte alle richieste di riscatto per la liberazione di un ostaggio! Qui è Milazzo ad essere ostaggio di chi non rispetta il Codice, anzi si fa beffa di esso, e oltraggia quotidianamente le leggi commettendo infrazioni a non finire che non vengono neppure perseguite! In questo foglio abbiamo dato spazio a due foto abbastanza eloquenti, che denunciano comportamenti illeciti messi in atto da semplici pedoni o da automobilisti indisciplinati! Ce ne sono in abbondanza, in una città che sembra aver smarrito la strada maestra: assistiamo sbigottiti alla guida senza indossare le cinture, o con il cellulare appiccicato all’orecchio anche durante le manovre, i sorpassi e le svolte a destra o sinistra; all’aumento di velocità in prossimità delle strisce pedonali per contendere il passaggio al pedone, che deve fermarsi per evitare di essere investito. Assistiamo impotenti al proliferare dei rifiuti, nonostante siano state recapitate bollette con importi contestati: nessuno provvede a differenziare, nessuno rispetta gli orari, i soliti noti continuano a riempire incuranti dei costi che gravano sulle famiglie sacchi neri pieni di immondizia, ristoranti e bar che scaricano a tutte le ore, nonostante ci siano precise disposizioni per il rispetto degli orari! Nessuno interviene a difesa della legalità, dell’ordine, della legge, della disciplina, come se queste parole fossero state bandite per sempre dal vocabolario. Come se la nostra povera Milazzo fosse destinata all’autodistruzione! Come se la colpa fosse sempre degli altri, e mai di ognuno di noi! Non abbiamo più riferimenti politici, non troviamo più nessuno che si intesti una battaglia per ricondurre la città nei binari della legalità, che dica basta e dia precise direttive. Nei più grandi c’è rabbia, che vorrebbe prendere il sopravvento sulla rassegnazione che paralizza e demotiva: si ha la sensazione che si lotti contro mulini a vento. I giovani che non riescono a proporre poiché hanno pessimi esempi da imitare; e anche se sono animati da buona volontà, cozzano contro il muro dell’indifferenza, dell’apatia, dell’abulia! Non è la città che avevamo sognato, quella che ci avevano lasciato i nostri padri, quella che dovremo consegnare ai nostri figli, e loro ai nostri nipoti. No, è una Milazzo che non conosciamo e ogni giorno che passa regredisce, anziché andare avanti! Non è la Milazzo in cui vivono persone perbene, ma solo tanti esseri animati dalla voglia di distruzione, a danno di chi, la minima parte, ha ancora fiducia e spera che qualcosa cambi. Giungeremo alla inevitabile distruzione se non si chiariranno i ruoli, se non si faranno rispettare le leggi, se non si daranno precise direttive! Tutti noi saremo responsabili. Ci vuole uno scatto d’orgoglio, tutti assieme. Se vogliamo il bene di questa città… Ma siamo certi che abbiamo perso tempo anche questa volta… e notiamo già l’insofferenza di quanti leggeranno questo messaggio…

2 commenti

  1. Quanta amara verità. Giusto ieri sulle pagine di FB mi son dovuto praticamente ergere a difensore di un concetto che i miei genitori mi hanno inculcato da piccolo, e che ho sempre cercato di portare avanti (con qualche inciampo nel corso dei miei 50 anni, lo ammetto), le regole e le leggi vanno rispettate. Pensavo che fosse un concetto normale, un concetto che passasse serenamente nella discussione ed invece il problema è nato ed è rimasto li. Incredibile, mi son detto. Mi sentivo come quello che urla in una stanza insonorizzata e nessuno lo sente o gli da ragione, perché potrà piacere o meno, lo ero e lo sono, almeno in questo caso, dalla parte della ragione. Il famoso ed ormai stranoto divieto della traversa a Milazzo è diventato il punto cruciale di una discussione storico filosofica che stava sollevando polvere e reminiscenze dalla rivoluzione francese o da quella americana. Il comune e l’amministrazione incaricata assumeva il ruolo di usurpatore, gli automobilisti (forti del detto se una legge o regolamento è sbagliata/o, posso non accettarla), come i liberatori o rivoluzionari unti dal signore (minuscolo voluto per queste piccolezze) ed io a sgherro incapace e stupido che segue i dettami delle regole. Veramente assurdo. Il problema credo sia profondo e credo che lo abbiamo concimato con il nostro sbattimento quotidiano e con le nostre “passiamoci sopra futtetinne”! Abbiamo creato il mostro, un coacervo di modernità cretina e infarinatura pseudo storico filosofica che non porta a nulla. La città usa e getta resa reale. E come dobbiamo fare adesso? Ogni volta che mi ritrovo a raccogliere sacchi della spazzatura lasciati negli angoli delle strade meno battute incrocio gli sguardi di chi mi guarda come un pezzente, perché a Milazzo tutti sono baroni e principi e certe cose le fanno solo i servi della gleba. Manca l’amore reale per la città, che tutti spendono a parole e che per primi buttano nel cesso di fronte all’immagine, questa si sacra e inviolabile. Hai le pezze al culo (oltre che al cervello?), nessun problema, ti atteggi da super uomo, da io posso far tutto e comando tutti, e cominci così il viaggio nell’inferno della superficialità, quello che sta portando alla rovina la nostra splendida cittadina. Molti ragazzi sarebbero in grado di dare una svolta, ma come dici giustamente tu, hanno esempi talmente brutti che sembra più facile percorrere il “lato oscuro della forza” piuttosto che spendersi nel bene comune. Ma tanti sono ormai talmente incrostati di atteggiamenti negativi che per guarirne andrebbero portati in una comunità di recupero, se esistesse. Dall’altro lato però vorrei mettere anche la quasi totale assenza degli enti preposti (comune, vigili e chi per loro). Lasciare che il girare senza casco, senza cintura, l’attraversare dove ca…o gli pare, senza punire, almeno qualcuno, diventa poi prassi. Milazzo è finita allo sbando per usucapione! Ecco come siamo messi e son certo che anche io avrò qualche critica per il mio intervento, ma ho le spalle grosse e tanta testa per rispondere a tutti. Un saluto

  2. Diciamo che sono d’accordo e come nn esserlo..ma il cartello nn rispettato (a mio parere senza senso) è l’ultimo dei problemi..il senso civico a Milazzo è ormai prossimo allo zero ma lo scatto d’orgoglio deve essere di tutti..cittadini in primis..chiediamo l’intervento con forza della Polizia Locale ma chi è senza peccato scagli la prima pietra..vai al bar e tutti parcheggiano fin sul marciapiede..transiti all’ora sbagliata in via Risorgimento ed I gentili ed educati genitori parcheggiano dappertutto bloccando strada marciapiede ecc..porti tua figlia a piazza nastasi e trovi giochi rotti ecc..passeggi al porto e due giovinastri neanche Milazzesi tentano di rompere la catena del nuovo monumento a Luigi Rizzo..qua intervengo duramente..e mi fermo ma potrei continuare all’infinito..

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