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UNA DRAMMATICA TESTIMONIANZA DA BASTIONE, DOPO IL DISASTRO!

AUTO DOPO IL DISASTROIL NOSTRO PEPPE MAIO HA VISSUTO IL DRAMMA PER DUE VOLTE. LA PRIMA FU NEL 2011. ORA, DOPO QUATTRO ANNI, NON CREDE PIU’ NELLE PROMESSE!

Era il novembre del 2011 quando qui, in contrada Bastione, vennero politici ed esponenti di importanti istituzioni a dirci “Non succederà mai più!” … Lì per lì io fui il primo a crederci, avevo 17 anni e non avevo mai visto nulla del genere… Bastione è una piccola Comunità, siamo in pochi, tutti conoscono tutti, ed il nostro retaggio culturale è di contadini e piccole imprese. Siamo in una terra di mezzo, tra due grandi comuni, Barcellona e Milazzo; ma nonostante tutto dimenticati da tutti. In quella infausta occasione, quel lontano 2011, mio padre e tanti nostri vicini hanno scritto e firmato una lettera aperta, informando la Procura della Repubblica, e sollecitando la pubblicazione di articoli sui giornali locali. Fino ad oggi non c’è stata una risposta adeguata alle richieste di allora: stamattina, a distanza di quasi 4 anni, mi sono svegliato con lo stesso terrore di allora. La piena del torrente Mela è un evento che non auguro a nessuno di vedere e di vivere! Ho fatto in tempo solo a far salire mia nonna al piano superiore: subito dopo la furia dell’acqua ha fatto la sua irruzione in casa, nonostante avessimo chiuso ermeticamente tutto! In quella stessa casa rimessa a nuovo, dopo una furia analoga che l’aveva violata 4 anni prima… Ho visto nello sguardo incredulo e terrorizzato di mio padre la rabbia e la disperazione, ma non sono riuscito a capire quale dei due sentimenti prevalesse sull’altro. Ma quel momento non era che la punta dell’iceberg. Dal piano superiore ho visto anche il terrore della gente, che cercava di mettersi in salvo evitando auto capovolte e alberi divelti. Eppure non vi è stato alcun segnale di allarme, e nessuna allerta meteo. Nessuno ci aveva avvisati del pericolo imminente, come se tutto fosse sotto controllo. Come se non fosse prevedibile, dalla promessa di quel giorno dei politici, un’altra catastrofe! Mi sono sentito impotente, al punto che lo sconforto ha preso il sopravvento sulla mia spavalderia e sul coraggio dei miei ventun’anni! Ho pensato ai danni di quattro anni prima, e mi sono reso conto che oggi era molto, molto peggio. Nelle strade l’acqua sfiorava i due metri di altezza, il doppio rispetto a quanto era successo quattro anni prima. Esaurita la sua intensità, il torrente è rientrato negli alvei: era passata un’ora e mezza. Ora si ricomincia con la conta dei danni, mentre nelle strade la gente piange ed urla disperata. Gli esercizi commerciali sono distrutti, i mobili di numerose abitazioni resi inservibili. La nostra piccola comunità sapeva che avrebbe dovuto ricominciare. All’improvviso la rabbia: stavano arrivando i soccorsi, le istituzioni, i politici! La furia del torrente sembrava ben poca cosa rispetto a quello della gente, improvvisamente povera ma libera, che chiedeva giustizia. Non ci serve il vostro conforto: anche se accettiamo i soccorsi, è perché non possiamo farne a meno. Non abbiamo più niente! Il Mela si è portato via le nostre speranze, e sappiamo che non ci potrete ridare quella stessa sicurezza che abbiamo pensato di ottenere quattro anni fa. Ci è stata data, allora, un’altra illusione, così come avvenne tanti anni prima. Il torrente è il nostro vicino, forse il nostro migliore amico, e con lui abbiamo imparato a convivere. Non lo abbiamo mai violato, non gli abbiamo mai fatto del male. Ho letto da qualche parte che nel lontano 1951 ci fu una grande alluvione che devastò un immenso territorio, il Polesine. Il Po aveva rotto gli argini devastando tutto ciò che trovava intorno. La gente ci vive ancora, perché ama la sua terra. Anche noi amiamo la nostra, quel rione di Bastione lontano dal centro, ai margini della città, ben oltre quel passaggio a livello che segnava un confine fra due condizioni sociali! Oggi ho 21 anni… assieme ai miei amici di Bastione non voglio promesse. Tutti noi abbiamo una dignità…

Giuseppe Maio

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