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UNA FOTO CURIOSA… CHI SARA’ MAI?

confrontoCI SONO IMMAGINI CHE CI SEMBRA DI AVERE VISTO DA QUALCHE PARTE. NON E’ IL FOLLETTO DI VILLA MUSCIANISI, MA LA COINCIDENZA CON PERSONAGGI FANTASTICI E’ IMPRESSIONANTE…

Abbiamo ripreso, solo per esigenze di archivio, la foto dei marosi abbattutisi sulla Marina Garibaldi nella mattinata del giorno 31 ottobre scorso, da noi pubblicata proprio in quella occasione. Solo per riportarla alla memoria, la riproponiamo in dimensione ridotta, essendo filo conduttore per quanto vogliamo condividere con i lettori di Terminal.

Tenete d’occhio quella che sembra una striscia bianca che sporge dal parapetto della passeggiata (lato interno) indicata con una freccetta. Ebbene, la stessa foto ingrandita fino al formato di un pagina ha messo in evidenza (secondo una nostra interpretazione) una stranissima sagoma, quasi orrida, mostruosa, protesa come volesse avventarsi su qualcuno. Ma, in effetti, altro non è che l’acqua del mare, che la forza di impatto dell’onda ha pressato contro il muro di parapetto, facendola fuoriuscire con violenza dal foro di deflusso delle acque meteoriche a mare. Il foro ha fatto da imbuto all’onda e da ciò si è determinato un getto violento proprio con quella forma. A guardar bene, però, nell’ingrandimento (ed in buona misura anche in questo formato ridotto), si possono intravedere, senza metterci troppa fantasia, perché obiettivamente riscontrabili: collo, testa, un occhio (la sagoma misteriosa appare come di profilo), una bocca spalancata (da urlo), un naso (quella prominenza appuntita facilmente individuabile) e le due narici. Proprio quel profilo che ci ha incuriosito non poco, ha scavato nei cassetti della nostra memoria fino a fare affiorare i tempi del liceo e reminiscenze scolastiche di storia dell’arte, materia ostica quanto affascinante. Ricordi vaghi e un po’ confusi dapprima ma, presto, divenuti chiari come fossimo tornati indietro. Scattato il campanello tanti cassetti si sono aperti e richiusi finché quello giusto ha confermato le memorie sopite. Una spolveratina ai libri, uno sguardo su Internet e quella sagoma rievocata ci porta proprio assai indietro, all’architettura gotica che soprattutto è quella che ci ha condotto alle maestose cattedrali, ricche di guglie e pinnacoli, arditi archi rampanti e contrafforti, gocciolatoi mostruosi che sporgono, invadenti, dalle superfici decorate. 

Proprio dei gocciolatoi parliamo. Sono i cosiddetti Gargoiles, mostri che nel comune credere dei tempi, dovevano esorcizzare, e quindi proteggere le cattedrali gotiche. Ma altro non è se non una struttura architettonica che si  protende da un cornicione o da un tetto, con lo scopo di far defluire l’acqua piovana, impedendo che questa, scorrendo lungo i muri danneggi o penetri nelle fondamenta degli edifici. Si trovano in molte chiese cristiane, ma anche in municipi, e musei (esempi in Italia: il Duomo di Milano, Firenze, Noto, Palermo, nonché Francia, Germania, Inghilterra).

Non siamo a lezione né è questo l’intendimento ma riteniamo doveroso un minimo di cenno storico prima di proporvi a raffronto la nostra onda che ha dato il là a questo articolo ed un Gargoyle del maestoso Duomo di Milano, facendovi condividere, speriamo, una emozione, una stranezza, una nostra bizzarria, veramente particolari. Con un montaggio fai da te, abbiamo affiancato, ma solo come scelta grafica, la natura con i suoi prodigi e l’uomo col suo genio e la sua maestria. Trovate voi un nesso, una rassomiglianza, un qualsiasi punto in comune nelle due “opere” che pur sempre arte sono al di là di ogni fantastica interpretazione personale? E non è finita… vi stupiremo, con effetti veramente speciali! 

 

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