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UNIVERSITA’: E’ RACCOMANDATO, MA VIENE BOCCIATO!

spec_milanese_1991NON FAREBBE NOTIZIA, MA UN PROFESSORE VA CONTROCORRENTE, E CON LUI, IN QUEL CASO, NON SI SALVA NESSUNO! LA GIANNINI MANDERA’ GLI ISPETTORI?

Una notizia UNICA, proprio perchè si era sempre verificato il contrario, E a quanto pare al Ministero vorranno sapere il motivo, e già si profila un’ispezione per punire severamente quel docente che non ha voluto seguire le “istruzioni” per la BUONA SCUOLA! Ecco i fatti, raccontati dallo stesso protagonista di una vicenda simpatica e grottesca al tempo stesso.

“In una facoltà universitaria, non dico quale e dove, il olito studente da raccomandare, ed un professore il quale, notoriamente, non accettava raccomandazioni da nessuno, a meno che, non fosse un suo concittadino, essendo originario di un paesino piccolo piccolo. Come tutti gli studenti lavoratori (così mi è stato detto) aveva preso un solo libro, dei quattro in programma. Di questo, aveva fatto un capitolo: dal quale, saggiamente, aveva pensato di mandare giù a memoria una sola pagina! Nemmeno a memoria… appiccicata con la saliva! Così mi aveva detto un altro docente della facoltà al quale quello studente si era rivolto. E il professore che avrebbe dovuto raccomandarlo, ricordando le comuni origini paesane con l’esaminatore, caldeggiò anche un misero 18 al suo protetto. Accettai di buon grado, rassicurandolo: Certo che lo conosco, professore, siamo paesani, giochiamo assieme a carte, al bar. E’ severo, ma è una brava persona. Se gli parlo io, è fatta. Tu, cosa sai? aggiunsi rivolgendomi al raccomandato. Beh, sapìti, disse quello, iò travagghiu! Staiu fora, capistu? Un argomentu a piacere! Non ti preoccupare, lascia fare a me! risposi. Quindi, mi recai dal professore, il quale stava già interrogando, e indicandogli lo studente seduto in aula, feci fare a questi dallo stesso professore un cenno rassicurante con la mano, corrisposto. Passò meno di mezzora, e il professore lo chiamò. Sedendosi, cominciò a parlare di un argomento, l’unico che sapeva. Ma venne fermato.

Le ho chiesto qualcosa, io? lo ammonì – Che premura! Non le ho ancora fatto la domanda. La perifrastica: cosa mi dice? 

– Vede, professore, la perifrastica … ma io lavoro! Ero venuto per l’esame Forse lei non si ricorda.

No, giovanotto, è lei che non si ricorda, anzi, non sa! replicò prontamente il professore. Mi legga questi versi, metricamente: sono esametri. Me li traduca.

Silenzio di tomba.

– Sa cosa le dico? Forse è meglio che lei ritorni un’altra volta! Si riprenda lo statino. Pensi a studiare. Non mi pare che lei lo abbia fatto.

– Lei ha ragione, professore, ma io… 

Preferì tacere! Se ne andò con la coda fra le gambe.

– Quanto ti ha messo? chiesi curioso…

Ma quale messo! Mi ha bocciato, quello stronzo!

– Bocciato? Ma come? Mi aveva detto….

– Lasciate perdere, quello se n’è fottuto!

Il professore che lo aveva raccomandato, quando seppe che lo aveva bocciato, aggiunse mestamente – Minchia, neanche le raccomandazioni dei paesani accetta più? E come facciamo ora, con questo? cercai di giustificarmi, non sapendo cosa pensare. Ma il professore mi ringraziò e si sentì in obbligo con me…

Quando finalmente rimasi solo, e dopo una buona mezz’ora, ritornai dal professore. Il quale, appena mi vide, sorrise gongolando:

– Compare, siete stato servito: bocciato in pieno. Questo bordello deve finire. Non sanno un cazzo, e pretendono di superare gli esami. Se me ne porti un altro paio come quello di prima, gli faremo passare la voglia di scriversi all’Università… Li può raccomandare il ministro, il presidente, se non sanno niente cambiano mestiere. Non è detto che debbano venire all’università… A proposito, se avete la macchina per tornare a casa, mi aspettate e mi date un passaggio…

E così rientrammo nel nostro paesello, contenti e soddisfatti della buona azione quotidiana! Alla faccia della BUONA SCUOLA! “

 

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