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Via Pescheria? Ma non è chiusa?

Transenne che vanno e vengono, per la gioia degli indisciplinati

Non sarebbe male un giro di vite nei confronti di chi viola le regole…

pescheriaVia Pescheria sorge nel cuore di Milazzo, e da sempre è stata interdetta al traffico dei veicoli, perché, come dice il suo nome, è stata la sede storica dei rivenditori di prodotti ittici esposti sui banchi. Questi erano allestiti al di fuori delle minuscole botteghe e per buona parte sul marciapiede e sulla strada! La pescheria costituiva un luogo difficilmente rinunciabile per i numerosi clienti, in anni non molto lontani in cui l’acquisto dei pesci era effettuato proprio nel centro storico! Poi, con il passare del tempo, sono state effettuate scelte che hanno causato il decentramento dei vari venditori, ma sono state mantenute le vecchie abitudini, ossia il montaggio dei banchi sui marciapiedi, che impediscono il passaggio ai pedoni, e consentendo alle auto la sosta disordinata per acquistare il pesce! Tale spostamento ha decretato la fine di un simbolo del commercio a Milazzo. Da sempre la via Pescheria è stata chiusa al transito, ma altrettanto da sempre le auto l’hanno percorsa, non durante l’orario di apertura e di vendita, ma nelle ore pomeridiane, quando la vendita era cessata! Come nelle migliori tradizioni di questa nostra città, le multe a queste auto in transito o in sosta sono state elevate ad ogni morte di papa, ma non sono state quelle rapide e fugaci apparizioni dei vigili urbani che hanno decretato la scomparsa di Pio XII, di Giovanni XXIII, di Paolo VI, di Giovanni Paolo I e di Giovanni Paolo II. Per cui, augurando lunga vita a Papa Francesco ed anche a Benedetto XVI, sarebbe opportuno che da parte dei vigili, gli unici a finire nell’occhio del ciclone quando tutti si lamentano della viabilità e del traffico, venga ripresa la vecchia tradizione di verbalizzare le auto in transito o in sosta proprio in via Pescheria! Il motivo è semplice: esiste un segnale di divieto, da ambo i lati, e non è la prima volta che i cittadini multati in altre strade di Milazzo abbiano protestato assistendo impotenti allo scempio che si presenta in via Pescheria. Qui, in pieno centro, a due passi dal Municipio e dal Commissariato di Polizia, le auto fanno i loro comodi! Il segnale, abbastanza chiaro, che indica il divieto di accesso, limitando ad alcune ore il carico o lo scarico delle merci, viene continuamente ignorato. A rafforzare la segnaletica, usanza in vigore solo in una città come la nostra, spesso vengono messe delle transenne, per sbarrare la strada. Cosa che è stata fatta anche all’imbocco di via Pescheria! Un modo abbastanza semplice per fare capire agli indisciplinati automobilisti che da quella strada non si passa. Macché! Inutile! Ci vorrebbe anche il filo spinato per fare capire che una città come questa esiste una segnaletica che va rispettata! Anche in presenza del vigile spesso e volentieri si sente dire dall’automobilista: “Sto cercando un posto per parcheggiare… lì non c’è nessuno… Mi fa passare?”. Già, un posto per parcheggiare, proprio in centro, dove esistono parcheggi a pagamento, comodi e a prezzi irrisori per un centro storico. E dove, a mio modesto avviso, il transito ai veicoli dovrebbe essere interdetto per costituire una zona a traffico limitato! Meglio aggirare ostacoli e divieti, meglio incunearsi fra le stradine di Piazza Perdichizzi, vico del Pittore, dietro il cinema Liga, Vico Zirilli, o ancora meglio se si sosta davanti ad un passo carrabile, ad un cassonetto dei rifiuti (tanto di sera non passa il compattatore…) o davanti allo scivolo di un portatore di handicap! Dal quale, ricordiamo, salgono o scendono dai marciapiedi anche le mamme con i bambini sul passeggino. Ma che gusto ci sarebbe a parcheggiare comodamente acquistando un gratta e sosta? Meglio la trasgressione, che fa rima con infrazione, che spesso non viene nemmeno accertata dal vigile! E se non è accertata, non è nemmeno punita, per cui chi la commette la fa franca, questa sera come le altre sere, e continuerà a farla in barba alle leggi e al Codice, e fottersene del senso civico e del rispetto delle regole! A questo punto non so nemmeno perché il direttore editoriale mi abbia dato l’incarico di scrivere qualcosa sulla sosta selvaggia in Pescheria. So che non cambierà nulla, nemmeno se di articoli ne dovessi scrivere cento volte dieci! Ormai ho perso le speranze residue che riponevo nei miei concittadini, e non credo che qualcosa possa cambiare! Se scrivessi che per riportare l’ordine e la disciplina ci vorrebbero i colonnelli o i generali, sarei scambiato per estremista: ma vi giuro che non lo sono! E’ forse per questo che proprio lui, il nostro direttore, ha voluto che provassi io a esporre le mie considerazioni e ad esternare il mio stato d’animo di fronte ad una situazione intollerabile. Certo che avrei interpretato anche quelle che sono le sue, di considerazioni. Solo che lui, da estremista con le prove, non si sarebbe spinto a tanto: avrebbe provato nostalgia per anni lontani, in cui bastava la presenza di una divisa per incutere rispetto. Rispetto e timore al tempo stesso. Probabilmente qualcosa è cambiata nel corso degli anni, e i cittadini se ne sono accorti… Ma non credo che sia bello, per chi indossa una divisa e deve fare rispettare l’ordine, lavorare in determinate condizioni… In fin dei conti, i cittadini onesti, le persone che rispettano le leggi, tutti coloro che vorrebbero cambiamenti in meglio per la città vedono solo loro, i Vigili urbani… e non risparmiano critiche proprio a loro. Che, tirando fuori l’orgoglio, potrebbero dare la risposta che molti si attendono. In fin dei conti, farebbero solo il loro dovere. Quello che viene chiesto di fare!  

1 Commento

  1. Per l’ennesima volta dico che quello che in altre parti d’Italia è ovvio a Milazzo non lo è. Se uno sbaglia deve pagare. Se uno parcheggia in divieto di sosta deve essere multato, amico o non amico. Ma qui tutti chiudono un occhio e si vive nell’indecenza!

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