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VIA RISORGIMENTO, MA PERCHE’ NON SI CIRCOLA?

21 - 21 ott 2015 012 Via RisorgimentoLA STRADA PIU’ AMPIA DI MILAZZO, CHE SI RESTRINGE PAUROSAMENTE E DIVENTA UN BUDELLO (O UN “BURDELLO”?). IL TEMPO CHE SI IMPIEGA NON COINCIDE CON QUELLO CHE HA CALCOLATO (?) www.tuttocittà.it. 

Da piazza San Papino all’accesso dell’asse viario la si dovrebbe percorrere in un minuto, secondo quanto riportato sul sito www.tuttocittà.it. Ma non è così. E un motivo c’è: il caos infernale, causato dalle auto in sosta indiscriminata, in doppia e tripla fila, o a spina di pesce. Facciamo una prova e partiamo: sono le 10.15 di venerdì 12 agosto. Uscire indenne dalla prima parte, quella che porta verso l’incrocio di via Bertani, è un terno al lotto: bar, tabacchi, panificio, salumeria, macelleria, auto che sostano davanti ai passi carrabili e impediscono ad altri di entrare! Poi c’è il supermercato, che non ha un suo parcheggio perchè realizzato secondo le leggi che privilegiano le piccole superfici di vendita. Nel senso che si chiamano SUPERMERCATI, ma non seguono le ferree (ma non tanto…) norme fissate in fatto di parcheggi, di zone di carico e scarico, di deposito di merci (tutte costantemente sul marciapiede!). Nemmeno la farmacia, con il suo posteggio riservato, consente un transito più scorrevole. Infatti il parcheggio è sempre occupato, le auto sostano in doppia fila, le altre che devono entrare o uscire dai palazzi vicini hanno difficoltà. Intanto siamo sempre in fila e abbiamo superato abbondantemente il tempo che avevamo fissato… Il successivo incrocio è quello con Via Marsala, strada a doppio senso di marcia che immette in una casba nella quale sono stati edificati centinaia di appartamenti, in dispregio alle più elementari norme di convivenza. Ma ci sono, e ce li dobbiamo tenere: assieme alle auto che sostano nei vicoli stretti, frutto di una programmazione urbanistica scellerata messa in atto nella Prima Repubblica, ai lati dei quali sono state costruite case che il sole non lo vedono mai! Doppie file costanti, guai a suonare il clacson perchè c’è da litigare con chi ha acquisito il diritto di ritagliarsi il posteggio accanto ad altre auto regolarmente parcheggiate! Per fortuna non c’è scuola, perchè il transito sarebbe stato difficile per giungere all’asse viario. Ma la larghezza dell’arteria non ha mai consigliato di procedere su due file, ma in fila indiana, triste retaggio di un tempo lontano in cui su certe strade si procedeva come somari, uno dietro, l’altro. Ma solo perchè non c’erano altri mezzi di locomozione. Se non si vogliono offendere i somari, diciamo pure… come pecore! Il sorpasso ce lo sogniamo nel film di Risi, con Gassman e Trintignant! Intanto l’orologio segna i secondi, e anche i minuti. E noi in attesa di passare dal tratto fra la Madonna del Lume e la Ten. La Rosa. Motivo? Qualche auto, ma solo un paio, in doppia fila, e altre che procedono al centro della carreggiata! Dalla Ten. La Rosa alla Regis c’è il blocco totale, ma nessuno suona: segno che ormai tutti si sono resi conto che è inutile! Edicola ed altre attività a parte, c’è la pescheria, con auto accanto ai banchi di vendita (su un marciapiede diventato proprietà privata…) e persone lungo la strada. Quindi i due incroci attorno alle aiuole spartitraffico, precedenza non accordata perchè quelle hanno lo stop, e via verso l’ultimo tratto. Qui ci attende un chilometrico banco della frutta sotto il marciapiede (abbiamo imboccato la Via Veneto, non quella della Dolce Vita…), quattro auto in sosta i cui conducenti sono scesi per le necessarie compere; quindi un autocarro che deve scaricare qualcosa (non osiamo chiedere cosa…), e procede a passo d’uomo perchè la sua destinazione è il successivo supermercato dove non c’è un posto nemmeno a pagarlo a peso d’oro; le auto sulle strisce pedonali davanti all’altro fruttivendolo, quella che si ferma alla lavanderia, poi due che devono riempire le bottiglie d’acqua, e altre quattro o cinque in sosta fra il supermercato (anche questo con la merce sul marciapiede…) a spina di pesce! Quindi quelle che tentano la sorte quotidianamente, qualcuna che cerca invano di uscire dal parcheggio De Andrè, mentre un altro autocarro non riesce a fermarsi per scaricare la sua merce (ma non dovrebbero esserci degli orari da rispettare?). Ultimo sforzo e stiamo per arrivare: solo altre auto, preferiamo non contarle, davanti all’ennesimo supermercato davanti al quale sosta con un bicchiere in mano un immigrato di colore (giovani di belle speranze venuti dall’Africa perchè qualcuno gli ha fatto credere che qui c’è lavoro…). Un camion è per metà sulle strisce e in mezzo alla strada, ma cosa volete? Anche lui deve scaricare, e poco importa se siano quasi le 10 e mezzo! Rimane il panificio e l’ultima pescheria della serie: anche questa sulla buona strada per conquistare il suo spazio vitale, quel marciapiede in assenza del quale non è possibile ottenere una licenza per vendere pesce! Sono trascorsi 8 minuti e 25 secondi. Il tutto per percorrere un chilometro scarso! Il sito www.tuttocittà.it parla di un minuto. Probabilmente deve rivedere i calcoli. No, non l’ha percorsa di notte, proprio nello stesso giorno ed ora che l’abbiamo percorsa noi. Un’altra cazzata, frutto di fantasiose ipotesi studiate a tavolino, senza conoscere la realtà dei luoghi. C’è chi si fida. Noi non ci siamo fidati, e sappiamo benissimo il perchè! 

1 Commento

  1. Vergogna, vergogna, vergogna. Volevo iniziare in questo modo il mio intervento. Mi sono sforzato di vedere la città sotto altri occhi e con una calma diversa, dalla frenesia e desiderio di ordine che mi prendono spesso (colpa dell’età dicono), ma non ce l’ho fatta. Milazzo e la favola che la accompagna, città meravigliosa dalla natura fantastica e dagli abitanti stupendamente alla mano e generosi….ma se l’insieme degli ingredienti è questo perché la città è ridotta ad una cloaca caotica? Stamattina ho accompagnato degli amici di Verona, piombati per il ferragosto ed ammaliati dai miei racconti anche fotografici della città. Sono rimasti di sale, anzi peggio. Dopo la prima mezz’ora trascorsa in macchina e malgrado le mie rassicurazioni hanno desistito dal proseguire in fila indiana lungo la marina Garibaldi decidendosi a proseguire a piedi. Sono stati anche molto “generosi” nel non rendere la situazione ancora più pesante ma, e bisogna ammetterlo, alla domanda: “Se scoppia un terremoto, che fate?”, mi son sentito disarmato ed ho risposto: moriamo. Moto che passavano tra varchi di auto in fila verso la Croce di mare o verso via C. Colombo, traffico bloccato letteralmente e monotono se non ci fossero stati diversi cretini che, fottendosene dell’isola pedonale, hanno bellamente percorso a tutta velocità in direzione San Giacomo. Ecco: i furbi si son fatti vivi, per rendere la situazione nella sua totale pienezza. Alcuni li conoscevo e ricordargli che non si poteva ha solo sortito un vaffa di dimensioni epocali. Ecco Milazzo vittima dei suoi “abitanti”. Città allo sbando alla mercé di maleducati furbi e teste di…. che pensano che tutto sia lecito perché comunque non ci sono persone per strada che regolamentino le cose. Alcuni vigili li ho visti, ed anche molto attivi, altri vegetano passando da una infrazione all’altra senza battere ciglio anche commessa di fronte ai loro occhi. Esiste la teoria famosa dei vetri rotti, teoria secondo la quale se in un palazzo abbandonato rompono un vetro e non viene riparato, per emulazione e stato di abbandono altri vetri verranno rotti. Una sorta di metastasi della maleducazione ed inciviltà. Diciamo che la città è questo palazzo e i vetri rotti ormai sono la maggior parte. Occorre che qualcuno intervenga a riparare e mettere ordine. Di chiacchiere ne abbiamo sentite a iosa, anche di ex sindaci che gonfiano il petto della disgrazia nella quale versa l’attuale amministrazione. Anche questi personaggi non amano la città, ma solo se stessi. Abbiamo coltivato l’ego di politici, anzi pseudo tali, che hanno portato per convenienza ed amicizia la città alla rovina, ed ora se ne lavano le mani. Facciamo due conti e vediamo quanti si son succeduti al governo di Milazzo negli ultimi anni e quanti consiglieri abbiano cambiato bandiera nel corso degli anni. Sempre le stesse facce, le stesse teste pensanti, poco, che si scambiano sedie e poltrone, e fuori dal palazzo abitanti, molti ma molti di più di quanto si pensi, uguali nella qualità scadente che la politica ci “regala”. Dovrebbero mettere un cartello alla fine dell’asse viario: lasciate ogni speranza o voi che entrate! Avere cittadini coscienti di dove si trovano, e forse l’orgoglio siciliano e della propria terra verrà fuori.

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