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Vicini al sig. BLANCA e ai suoi figli!

SI E’ SPENTA LA SIGNORA GIUSEPPA GENOVESE, moglie del carissimo amico Matteo Blanca, mamma di Francesco e di Piera, che abbiamo visto crescere nella nostra Milazzo. Avevo conosciuta la famiglia BLANCA tantissimi anni fa, quando si era trasferita da Messina, e nella nostra città avevano un riferimento: Padalino Calzature, quello del negozio AL CARMINE!

La signora Genovese era infatti sorella della signora Lucia, moglie di Nino Padalino, e i nuovi arrivati non ebbero difficoltà ad inserirsi a Milazzo, dove in pochissimo tempo furono rispettati e stimati per la loro cordialità e per quell’educazione tipica di altri tempi.

Garbati e molto sensibili, i signori Blanca vivevano a pochi metri da casa mia, ed i nostri incontri erano frequenti: ci univa una stima che si era rafforzata da quando, anni prima del mio matrimonio, avevano occupato l’attuale mia abitazione, sullo stesso pianerottolo a fianco dei Padalino; segno di una fiducia senza eguali che era stata riposta in loro. E loro stessi, sapendo che avrei occupato io l’appartamento, una volta sposato, si preoccuparono con ampio anticipo a lasciarlo nelle migliori condizioni possibili per rispettare un impegno assunto diversi anni prima! Grande fu la nostra gratitudine nei loro confronti, e grandi rimasero i sentimenti di stima e di benevolenza.

Oggi in quella famiglia viene a mancare un pezzo importante, e il signor Blanca non ha più al fianco la sua sposa, con la quale aveva superato i 50 anni di matrimonio. Gli avevo ricordato, lo scorso anno, che avremmo voluto consegnare a loro, come a tante altre coppie, un attestato per la loro unione coniugale, nella cerimonia che fu tenuta a S. Rocco. Era in auto, quando mi avvicinai; e con lui c’era anche la moglie. Lei mi guardava sorridendomi, come al solito; ma fu lui a darmi una risposta che mi pietrificò: “Mia moglie non è più come prima!”.

In un attimo compresi che era vittima di gravi problemi di salute, e non volli chiedere altro. Mi ero sentito stringere il cuore, non ebbi più il coraggio di dire altro, perchè compresi quanto grande era il suo dramma… Lentamente, se n’è andata via per sempre.

Ora le giornate al balcone, affacciati su via S. Giovanni, saranno solo un ricordo. Come pure saranno un ricordo quei saluti affettuosi, a piedi o in auto, e spesso passando sotto il balcone; quei bambini ormai grandi che oggi sono cresciuti e non hanno più la loro mamma; e la straordinaria educazione di una famiglia esemplare, trasmessa ai figli, con uno sposo che per oltre mezzo secolo ha vissuto a fianco della sua sposa, ed ha continuato fino all’ultimo, così come avevano giurato quel giorno, di essere uniti “nella salute e nella malattia”, proteggendola con discrezione e amandola teneramente… 

Addio, signora, la ricordaremo sempre con affetto, e pregheremo per lei! Ai suoi cari le nostre più sincere condoglianze.

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