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“VOTA UN MILAZZESE”… E SE LO FACESSIMO VERAMENTE?

UNO SLOGAN CHE STA FACENDO IL GIRO DELLA CITTA’, IN VISTA DELLE PROSSIME ELEZIONI REGIONALI…

Un accendino, ma potrebbe essere anche una penna, un disco orario, un portachiavi, un posacenere. O un pieghevole, un manifesto, persino un calendario o, se volete, delle gigantografie o degli striscioni elettorali che campeggiano sui balconi, disseminati nei punti nevralgici della città. Di Milazzo, intendo, perchè difficilmente un altro comune troverebbe congeniale adottare lo slogan che un politico non di primo pelo,  Santino Catalano, nativo di Favignana ma milazzese di adozione da quasi cinquant’anni, ha fatto suo… Alla base di tutto questo cosa c’è? Non ci siamo rivolti all’ideatore dello spot, un po’ autarchico, per saperne di più, perchè riteniamo di fare anche noi la sua stessa analisi, per vedere se, alla fine, i risultati ai quali giungiamo noi coincidono… Mettiamo da parte, per una volta, le diffidenze verso partiti politici o ideali che non collimano con i nostri e cerchiamo di ragionare così come Santino Catalano: a Milazzo ci sono 32 mila abitanti; 27 mila sono iscritti nelle liste elettorali, almeno 21 mila o giù di lì andranno a votare. Ammettiamo, così come avrà fatto lui, che i voti validi siano almeno 19 mila. Se tutti dovessero andare ad un milazzese, ad ogni competizione elettorale (regione, Camera, Senato, anche europee) saremmo in grado di eleggere, da soli, un rappresentante! Anche se i milazzesi decidessero di attribuire il 50% dei voti ad uno della loro città, l’elezione sarebbe certa, ma con le candidature bloccate ed imposte dalle segreterie è probabile che, votando un milazzese in altre tornate elettorali, venga avvantaggiato chi è collocato prima in lista. Perchè non è previsto il voto per il candidato, ma solo per il partito! Bella fregatura, vero?

Per le regionali non è così: si vota il candidato: ci pensate voi se Catalano dovesse prendere il 50% dei voti, secondo questa nostra ipotesi surreale? Ma anche il 30% garantirebbe l’elezione: in fin dei conti di tratta di oltre seimila voti, mica bruscolini. E se i candidati dovessero essere due, avremmo due deputati regionali, a condizione che entrambi siano in grado di raccogliere, nella loro città, il 30% dei voti! Senza altre dispersioni, e senza favorire chi ha una base elettorale ampia e viene a Milazzo per… arrotondare e rompere le uova nel paniere.

Non facciamo altre ipotesi sul terzo, quarto quinto o diciottesimo candidato, perchè sappiamo bene che se in lista mi metto io, anche tu hai diritto per una regola non scritta ma logica: “Che hai tu più di me?”. E visto che non ci sono posti di lavoro da promettere, nè case popolari per le centinaia di famiglie in elenco, nè appalti per costruire autostrade o viadotti o impianti sportivi, nè tanto meno contributi da erogare alle società sportive, ci pare logico che debba prevalere l’ipotesi autarchica di Catalano… Che poi sia lui il candidato milazzese, o Ciccio Italiano, o qualche altro che ancora non si è sbottonato perchè vuole vederci chiaro, non pensiamo di dire cose fuori dal mondo!

Anche noi siamo dell’avviso che occorre votare un MILAZZESE: e questa potrebbe essere la volta buona, per dare un deputato ad una città che ha avuto sempre bisogno di altri, che da secoli abbiamo votato a rastrellare voti, ritenendo Milazzo un feudo. Naturalmente non abbiamo scoperto le nostre carte, ma riteniamo, da Milazzesi, di aver fatto la cortesia a chi aspetta i voti dei Milazzesi. In quanto ai candidati che verranno da altri comuni, a chiedere il nostro voto, sappiano fin da ora che siamo schierati, e meglio non perdere tempo! 

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