19 FEBBRAIO 2025, UN ANNO FA SE NE ANDAVA PIPPO CAMBRIA
Conoscevo PIPPO CAMBRIA da tantissimo tempo: ragazzo sorridente e gioviale, vero amico se avevi bisogno di qualcosa, disponibile come pochi. Avevo collaborato con lui e la sua ditta negli anni in cui gestiva per conto del Comune di Milazzo il servizio rimozione. Se lo volevi incontrare, aveva una postazione fissa dove si poteva trovare, ed ogni nostro incontro era una festa. Fu proprio in occasione di un casuale incontro, questa volta davanti alle scuola elementare del Tono dove lui attendeva i nipotini per accompagnarli a casa, che lo incontrai e gli diedi una copia del libro che parlava anche di lui. Lo ha aperto cercando la pagine, ma mi aveva promesso di leggerlo a casa, con la moglie ed i figli, per ripensare al passato.
Così diceva il capitolo dedicato a lui e alla sua sposa: “Una fra le più sincere storie d’amore di quella Milazzo di fine anni 60! Una delle tante, vissute con gioia e con tanta naturalezza, con l’inesperienza tipica del tempo, con il desiderio di coronare quel sogno che, giorno dopo giorno, si andava realizzando. Una storia fra due ragazzi semplici e onesti, figli di buone famiglie dove a prevalere erano gli insegnamenti trasmessi da generazioni, dove alto era il senso del rispetto e dell’amicizia, dove le promesse si suggellavano con una stretta di mano, dove la parola data non aveva bisogno di testimoni.
In quegli anni, in fin dei conti, poteva essere solo una storia fra due ragazzi, e finire lì. Ma questa è differente, e per me che li conosco da sempre Pippo Cambria era uno fra i giovanotti di Milazzo che aveva le idee chiare. Le ebbe quando da qualche tempo si faceva vedere spesso davanti alla scuola che lei, Antonia Rosa Midili, mia compagna di classe, frequentava! Non era il solo in quegli anni che era in attesa di una delle tante ragazze del Classico. Mentre tanti alunni, che al suono della campana si disperdevano riguadagnando la strada verso casa o il centro per i soliti quattro passi, c’erano gruppetti meno numerosi che si attardavano. Dall’altro lato della strada, davanti ai villini che furono sacrificati per dare spazio a palazzi a sei elevazioni, stazionavano quelli venuti “da fuori”, ragazzi più grandi, in cerca di quelle studentesse che lanciavano occhiate galeotte. Ragazze semplici, che stavano vivendo i primi innamoramenti, ed attendevano con un sorriso pudico che quei giovanotti si avvicinassero con la scusa di accompagnarle verso il centro, per scambiare qualche parola, parlare del più e del meno. Storie che si ripetevano giorno dopo giorno, davanti al Liceo così come davanti ad altre scuole di Milazzo.
Pippo era diventato un assiduo frequentatore di quella ragazza: evidentemente erano rose che con il tempo sarebbero fiorite! Si sposarono, innamoratissimi ieri come oggi, ed ebbero cinque figli, due maschi, arrivati per primi, e tre femmine. Da allora sono passati oltre cinquant’anni, un tempo lunghissimo per chi lo aspetta, ma volato via come se si fosse sempre al punto di partenza!“…
Questa è la storia di PIPPO CAMBRIA, scritta nel libro, nel capitolo a lui dedicato. Una storia degli anni 60; una storia che oggi sembra strana, eppure è una storia di quei ragazzi di ieri, di una Milazzo diversa e forse migliore.
Tante cose sono cambiate in più di cinquant’anni: oggi PIPPO non è più con noi dal 19 febbraio 2025.
Non sono più con noi tanti protagonisti di ieri, della nostra giovinezza, le cui vicende sono state raccontate in quel libro.
Oggi, a distanza di un anno dalla sua triste partenza, si riaprono vecchie ferite assieme ai ricordi vissuti che rappresentano la più cara, la più vera, la più sincera testimonianza di quei ragazzi di ieri.
In me rimane tanto dolore perché è andata via una persona cara: la ricorderò leggendo le pagine del mio libro, nel capitolo in cui si racconta il suo amore sincero, nato davanti ad una scuola, tanti anni fa.
GIOVEDI’ 19 FEBBRAIO, PER RICORDARE IL PRIMO ANNO DELL’ASCESA AL CIELO DI PIPPO CAMBRIA, UNA SANTA MESSA SARA’ CELEBRATA ALLE ORE 18 NEL DUOMO DI MILAZZO
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