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22 GIUGNO 2022 – 22 GIUGNO 2026: QUATTRO ANNI SENZA FRANCO ALOSI

franco-alosi-vigile 22 GIUGNO 2022 - 22 GIUGNO 2026: QUATTRO ANNI SENZA FRANCO ALOSIFranco ALOSI ci lasciò improvvisamente il 22 giugno 2022: ed incontrando in chiesa la figlia per la consueta messa domenicale, ho ricordato dell’anniversario della salita al cielo di papà. “Sono quattro anni”, ha aggiunto lei. Ma io lo ricordavo già, come ricordo il 20 agosto, data di nascita di quel collega che trovammo fra gli anziani quando arrivammo nel Comando Vigili. Per noi giovani Franco fu un riferimento: aveva 42 anni, però seppe farci dono della sua esperienza, della sua intelligenza, della sua leale operosità, ma anche della sua ironia e della sua innata voglia di sdrammatizzare. E ritenne di sdrammatizzare quando un giorno, al termine di una delle consuete incomprensioni con il nostro vice Comandante, mi chiamò in disparte dicendomi di non preoccuparmi, perché, aggiunse, “Il tenente fa così, poi gli passa…”. Non prevedendo che il giorno dopo, proprio il tenente mi avrebbe mandato, da solo, a far servizio a Santo Pietro, fornendomi una ricetrasmittente per chiamare la centrale qualora ce ne fosse stato bisogno; e quando alla fine del servizio chiamai la centrale per mandare un’auto a prendermi, mi fece rispondere che non c’erano mezzi e di cercarmi un passaggio! Ridemmo con Franco, quando arrivai a Milazzo. In fin dei conti Franco aveva ragione: il giorno dopo tutto era passato, ma quella sorta di punizione era necessaria, per stabilire la disciplina e far prevalere il rapporto gerarchico!
Tanti sono i ricordi mi legano a lui, alle sue battute, alle sue azioni, ai suoi momenti in cui era in servizio ed anche dopo, quando lo incontravo in sella alla sua bicicletta, uscire per sbrigare qualche faccenda domestica, e ci attardavamo per parlare del più e del meno. Carattere aperto, scherzoso, gioviale, estroverso, ma anche inflessibile e severo, agiva secondo il principio della legge che doveva essere uguale per tutti! Ma alla base di tutto c’era la sua onestà, mai venuta meno. Lo volli con me quando era stato collocato a riposo; gli chiesi di svolgere le operazioni del censimento dell’Agricoltura del 2000, proponendogli un nuovo ruolo, quello del rilevatore, contando sulla sua esperienza e sulla conoscenza del territorio. Anche se aveva 61 anni, e per qualcuno quell’età destava ancora qualche perplessità sull’efficienza, dimostrò ancora una volta la sua abilità, e fondamentale fu il rapporto che aveva stretto per decenni con i cittadini, che collaborarono spontaneamente con l’Ufficio. Già un’altra volta il suo contributo fu fondamentale: mise a disposizione del Campionato Italiano di Marcia che dovevo organizzare a Milazzo nel 1982 la sua società ciclistica amatoriale, il GS Pedale Milazzese, poiché la città doveva ben figurare di fronte ai responsabili della FIDAL che avevano scelto una società del Sud, per la prima volta. Fu quella l’ultima edizione del Trofeo Carmelo Bonina, ma anche un giorno memorabile per lo sport ad alto livello.
Franco ALOSI era uno dei vigili urbani di quello squadrone che il Sindaco Stefano Cartesio definiva “fiore all’occhiello della città”. Uno dei vigili che accoglieva con un sorriso l’utenza, e che era pronto a dispensare consigli e suggerimenti. Uno dei vigili con cui l’Amministrazione comunale di tanti anni fa aveva voluto aprire alla vocazione turistica della città. Lui era il vigile ENGLISH, così come lo indicava il distintivo sulla sua divisa che portava dagli anni in cui Milazzo aveva deciso di arricchire il Comando con due figure che sapessero dialogare con gli stranieri. Lui era il vigile che conosceva l’inglese, Pietro Leto quello che conosceva la lingua francese. 
Purtroppo gli anni passavano anche per lui: un banale incidente domestico lo aveva costretto all’immobilità assoluta, e Franco stava affrontando in una struttura sanitaria un lento e graduale processo di riabilitazione. Ma da qualche giorno erano sopraggiunte delle complicazioni; poi, l’addio… Un colpo tremendo per noi vecchi appartenenti al Comando Vigili, consapevoli che quella squadra si sta ricostituendo lassù, dove ad attendere l’arrivo di Franco Alosi c’erano il comandante Cesare Cocuzza, il vice Comandante Pippo Spoto, i brigadieri Peppino Patti, Grazio La Malfa, Stefano Farina; e i vari Peppino La Malfa, Franco Manzo, Pietro Leto, Mario Parisi, Placido Isaia, Pippo Giannetto, ed ancora i vari Manfrè, Lillo Messina, Ciccio La Malfa, Maimone, Picciolo, Cianciolo, Bertè…
Ho voluto ricordarlo in occasione del quarto anniversario della sua partenza: è il modo per tenere vivi i ricordi di persone care, e far sapere che l’affetto continua anche dopo l’ultimo viaggio. Franco fa parte dei nostri ricordi, che non potranno essere mai cancellati.

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