30 MARZO, DUE ANNI FA CI LASCIAVA IL DOTT. SARO MARANO
Il dottor MARANO, così come lo chiamavo io, lo conoscevo dalla fine degli anni 60. Eravamo nati nella stessa città, e facevamo parte di una bella comitiva che amava riunirsi per passare insieme le festività natalizie. C’erano Ciro Collica e Totò Mazzù con le rispettive mogli, Carmelo Pantè e Velia Magistri, Paolo Cutelli e Tanina San Martino, Maria Cutelli ed Angelo Picciolo, Angela Cutelli e Renzo Grasso, oltre ai miei zii e ai miei suoceri, ed altri. Persone con una solida attività in quella Milazzo che stava crescendo, con tanto da insegnare ai più giovani e a chi amava stare in compagnia di quelli che, a ragione, ritenevamo più grandi e non solo nell’età.
Passati quegli anni, quando un po’ tutti pensavamo di essere divenuti grandi, il dottor MARANO si mise in politica, per dare il suo contributo alla crescita di Milazzo. Fu chiamato a ricoprire il ruolo di Assessore, e per lui, che si dedicò anima e corpo al nuovo incarico, fu una missione. La compagine amministrativa era presieduta per l’undicesima volta dal dott. Stefano Cartesio, e a lui fu assegnata una delega che apparentemente non avrebbe dovuto portare buoni frutti, lo Sport ed il Turismo. Ma contro le previsioni, quell’amministrazione nata il 12 gennaio 1988 segnava l’entrata in Giunta del rappresentante del PCI, Tindaro La Rosa, come Assessore allo Sviluppo Economico e Vice Sindaco. Nella città di Milazzo fu formalizzato il compromesso storico, di cui si parlava da anni nel resto del Paese. Alla conduzione furono chiamati i comunisti, e grazie all’assessore regionale al Turismo, on. Pino Merlino, che credeva fermamente nel ruolo turistico che la città di Milazzo ricopriva, il 2 giugno dello stesso anno il consiglio votò all’unanimità la richiesta di riconoscimento del Comune quale stazione di Soggiorno e Turismo, nonché la conseguente istituzione dall’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo.
L’Assessore Marano ebbe il compito di lanciare il Paladiana e di tutte le manifestazioni che ruotavano attorno ad esso. Purtroppo la maggioranza consiliare entrò in crisi prima delle elezioni del 1990, quindi fu formato un monocolore, retto dal dottor Cartesio, che dovette traghettare la rappresentanza consiliare fino alle elezioni del 6 maggio. Il monocolore scrisse la parola FINE al compromesso storico, e si era concluso anche il ruolo di Assessore del dott. Marano.
Incontrai negli anni a seguire il dottor Marano. Il vecchio rapporto di amicizia non era mai vanuto meno, ma la nostra età non ci permetteva di fare progetti per il futuro. Con tristezza parlavamo dei comuni amici che ci avevano lasciato, come se fosse giunto il momento di tirare le somme. Nonostante ciò, il dottor MARANO, da qualche anno in pensione, festeggiava la sua seconda giovinezza circondato dai figli che si facevano grandi, dai nipoti che crescevano, da quelli che lo avevano conosciuto e stimato. Ed ebbi la sorpresa di averlo, ospite graditissimo, alla chiesa di San Rocco, dove venne con la moglie, la signora Marilù Saccà, per ritirare un attestato di fedeltà per i 50 anni di matrimonio.
Il tempo era passato anche per lui.
Quanti anni? Non erano ancora cinquanta da quando entrambi facevamo parte dell’identica comitiva di amici uniti dalle festività natalizie, e mentre io affrontavo quelli che definivo “incidenti di percorso”, lui si sorreggeva con un bastone anche se la sua mente era lucida, come sempre d’altra parte: se c’è una cosa che le ingiurie del tempo e l’incedere degli anni non possono scalfire, è la lucidità dei ricordi.
Nel nostro breve incontro ho notato che in quell’uomo c’era tanta voglia di dare, di proporre, di suggerire. Nessuno mi levò dalla testa, allora, che se avesse avuto trent’anni di meno si sarebbe messo nuovamente in gioco: e non da solo, ma con altri suoi coetanei che oggi i giovani non conoscono, ma dobbiamo dire grazie a loro se è stato fatto tanto per questa città.
Due anni fa il dottor MARANO ci ha lasciati: GAETANO ROSARIO MARANO, recita il necrologio, con l’affettuoso pensiero dei familiari: “Se le persone che amiamo ci vengono tolte, il modo per farle vivere è non smettere di amarle”. Io voglio essere considerato tra quelli che hanno il compito di farle rivivere!
Addio, dottor MARANO: così la chiamerò, e così la ricorderò, ogni anno, a tutti coloro che non l’hanno conosciuta.
UNA MESSA IN SUFFRAGIO DEL DOTT. MARANO SARA’ CELEBRATA LUNEDI’ 30 MARZO ALLE ORE 18 NELLA CHIESA DEL SACRO CUORE.
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