7° PREMIO NAZIONALE “TESEO”, IL SECONDO POSTO DI “C’ERA UNA VOLTA”. GLI EPISODI A PUNTATE!
Il PREMIO TESEO, giunto alla settima edizione, si è concluso con la cerimonia di premiazione svoltasi a Parco Corolla. Il concorso nazionale, come hanno notato tutti, è destinato a crescere, e già l’organizzatore è al lavoro per l’ottava edizione. Nulla si lascia al caso quando si sa che devono essere coinvolti partecipanti provenienti da ogn parte d’Italia, e quest’anno il lavoro del dottor Andriolo, artefice di una manifestazione iniziata in sordina, è stato particolarmente duro: non si dimentichi che a settembre gravava sulle sue spalle l’altra iniziativa che gli è stata assegnata, il Congresso internazionale di medici scrittori. Tutto riuscito nel migliore dei modi, ed unanime è stato il riconoscimento delle iniziative.
Non ho avuto la possibilità di leggere, nel corso della premiazione, il mio lavoro, giunto al secondo posto.
C’ERA UNAVOLTA è il titolo di un racconto, anzi di un diario delle cose che abbiamo conosciuto e che i giovani non conosceranno: loro non sanno nemmeno di cosa si parli. Non è uno spaccato di nostalgia, e approfittando della vostra attenzione voglio riproporre, a puntate, quello che è stato il mio “racconto”, augurandomi che abbia tanti lettori e acquisti il vostro consenso.
“Chi ricorda i venditori del latte “porta a porta”? Tutti noi di una certa età abbiamo avuto a che fare in tempi certamente non prosperi per la nostra economia con costoro, segno che le loro facce e il loro prodotto sono rimasti a testimoniare qualcosa che non c’è più ed è stato affidato ai ricordi.
Il lattaio faceva il giro del vicinato, suonava il campanello o bussava alla porta e la massaia preparava la bottiglia, generalmente quella da un litro; era il lattaio che la riempiva della quantità desiderata dopo aver pescato da un bidone, trasportato su una bicicletta, con un misurino. Era il lattaio che decantava la qualità del suo prodotto, fornito la mattina dalle mucche o dalle pecore; ed in quegli anni ce n’erano tante!
Il latte però aveva un inconveniente: in tanti non dimenticano che durante la bollitura si stava per tutto il tempo a guardare il pentolino, quindi spegnere il gas appena il latte si arrampicava lesto sulle pareti di questo, come in una quotidiana lotta che vedeva di fronte chi aveva il compito di fare attenzione e dall’altra quel prezioso liquido che aumentava la sua rincorsa man mano che la temperatura saliva. A volte era il latte a vincere: e questo avveniva durante una piccola distrazione, convinto che ancora ci volesse del tempo per portarlo ad ebollizione. Ed allora il piano cottura della cucina si riempiva dell’odore acre del latte fuoriuscito dal pentolino!”
fine 1° episodio – continua
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