9 GENNAIO, AUGURI DI BUON COMPLEANNO ALLA DOTT.SSA CARMEN POLITO
C’era una volta, tanti anni fa, a Milazzo, un vigile inflessibile, terrore di tutti i ragazzi che, in quegli anni, a bordo dei loro motorini, non accettavano di sottostare ad una regola semplicissima: l’obbligo di mettere il casco! Al comando di un numero sempre variabile di vigili, era diventato il nemico che quei giovani motociclisti, strano a dirsi, amavano! E’ la verità, incredibile ma confermata dagli stessi ragazzi che oggi, diventati grandi, padri di famiglia, hanno conservato per quel vigile rispetto ed ammirazione! Anche se giornalmente era una continua battaglia, fra loro che non si piegavano ai verbali, ai sequestri, nemmeno alle ramanzine dei loro genitori, e lui, baluardo della legalità, convinto assertore che l’uso di quel casco, rifiutato da tutti, salvava la vita, quei ragazzi di ieri sono oggi i migliori testimoni di lotte ingaggiate quotidianamente, con posti di blocco per le strade di Milazzo, e di quella strana simpatia nei confronti di chi era il loro giudice e carnefice!
Essi erano le vittime, a loro stesso dire consapevoli, di quel drappello di vigili, anche loro irremovibili, che li aspettavano al varco! Non si meravigliavano più di tanto! Sapevano che prima o poi sarebbe successo, e si arrabbiavano solo con loro stessi, forse troppo ingenui nel ritenere che la fortuna di non incontrarlo sarebbe durata a lungo. Ma in fin dei conti erano contenti! E potevano vantarsi di avere sfidato la sorte, coraggiosi ed impavidi, piuttosto che rinunciare al brivido che provavano passando in motorino e senza casco davanti al Municipio, al Comando Vigili Urbani, e sperare di non trovare il solito posto di blocco, con quel vigile che tutti temevano, e che solo al vederlo sapevano che per un mese avrebbero dovuto fare a meno del loro ciclomotore!
E se qualcuno riusciva a scappare, ad evitare quell’assembramento, quella confusione di motori in attesa di essere caricati sull’autocarro per raggiungere il luogo di custodia, il garage? La fuga era senza scampo: i due motociclisti sapevano che il loro compito era quello di raggiungerli: come i due coccodrilli di madame Medusa, Nerone e Bruto, che nel film di Disney Bianca e Bernie avevano il compito di riacciuffare la povera Penny. Enzo Spinola e Franco Stagno, motociclisti anch’essi temuti, in pochi minuti ritornavano con la loro preda, afflitta e sconsolata!
C’erano anche giorni in cui Milazzo sembrava vuota, altro che centri commerciali e fotografie nella via Medici! Bastava il passaparola fra gli stessi ragazzi, e tutti evitavano di transitare sul lungomare. Ci arrivavano lasciando a distanza i loro motorini, pur di evitare il peggio. Fin quando alcuni dei più intraprendenti fecero una proposta, che non era una tregua: chiesero a quel vigile inflessibile di potere avere la possibilità di parcheggiare i motorini proprio lì, a due passi. Lontano, dissero, avrebbero corso il rischio di non poterli più trovare per i furti! Così la proposta fu accolta, con loro meraviglia; e proprio quel vigile, inflessibile e temutissimo, si rese garante, di fronte al Sindaco del tempo, il dott. Stefano Cartesio, di un accordo che sarebbe stato alla base della trattativa: mettere il casco!
Così in pochi giorni accadde l’impensabile, e tutti vissero felici e contenti.
Quanti erano i giovani di ieri protagonisti di questa storia? Vediamo tante braccia alzate, ed anche lei, oggi stimata cardiologa che allora di anni ne aveva 18, si unisce a quei ragazzi.
Lei è Carmen che parecchi anni fa mi ha ricordato questi episodi mai dimenticati. Una ragazza come tanti altri, passeggera a bordo di un motociclo condotto da sua compagna di scuola. Era terrorizzata ma avendo compiuto i 18 anni non era “perseguibile”, ed assisteva al controllo dei documenti senza fiatare, magari con il cuore che batteva fortissimo, tirando un sospiro di sollievo quando lei e la sua compagna venivano lasciate libere di procedere oltre!
Carmen è una delle tre figlie del dottor Mimmo Polito, conosciutissimo cardiologo della nostra città. La scelta di continuare sulle orme paterne non dipende minimamente da quel vigile tanto odiato ed amato al tempo stesso, che causava al suo cuore ritmi accelerati. Forse era nei suoi sogni quello di intraprendere la strada della medicina e specializzarsi in cardiologia!
La storiella non è finita qui: oggi, a distanza di tantissimi anni, quella ragazza senza casco ma solo perché maggiorenne e “assolta per non avere commesso il fatto” è una delle nostre eccellenze in campo medico, e lo scorso anno una speciale commissione le ha assegnato il PREMIO TERMINAL per la sanità. E proprio il 9 gennaio festeggia il suo compleanno. Mentre quel vigile inflessibile di allora il 16 di queste mese ne festeggerà (ma cosa c’è da festeggiare non si sa…) i suoi 75 ann!
Anche i giovanissimi di ieri sul motorino, che oggi hanno più degli anni che lui aveva allora, continuano a volergli bene e a ricordargli i sequestri, i verbali, le fughe, le rincorse… quelle lotte ingaggiate per sfidarlo e gioire se erano stati sconfitti, dando a loro stessi la colpa di aver voluto osare, di essere stati troppo temerari!
A questo punto la storia è veramente finita.
Sono ricordi di ieri che ho voluto ripercorrere con una punta di commozione… Ricordi che ho voluto raccontare per fare gli auguri alla dottoressa CARMEN POLITO per la quale il 9 gennaio sarà un giorno speciale, quello del suo compleanno.
Ma anche per dedicare un pezzo della storia di ieri, di quella Milazzo in cui una studentessa del nostro Liceo viveva le stesse ansie, le stesse paure, le stesse preoccupazioni davanti a quel vigile inflessibile… E che oggi, rivedendolo, specie quando si reca per un normale controllo, paura non ne fa più… ed è diventato uno dei migliori amici di quei ragazzi, cresciuti e sicuramente più responsabili.
Auguri di vero cuore, CARMEN! Buon compleanno!
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