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A QUANDO UN CIMITERO PER GLI ANIMALI?

E’ vero che mancano “posti” per le persone, e quindi affrontare il discorso di un cimitero per gli animali potrebbe sembrare, per molti, fuori luogo! Ma vogliamo che si discuta di una scelta che – siamo certi – troverà i consensi di chi ha un animale domestico. Facciamo un passo indietro: in data 13 febbraio, alla pubblicazione della foto del cadavere di un gatto, abbandonato fra i rifiuti, avevamo registrato sui social  commenti di indignazione. A distanza di due settimane, cosa è cambiato? Il gatto è rimasto al suo posto, immagine simbolica della pessima gestione del delicato problema igienico-sanitario.

Non crediamo che il problema sarà risolto con il conferimento dei rifiuti, e quindi anche del cadavere putrefatto del gatto, in discarica. Permane la grave criticità che in Sicilia è ancora amaramente irrisolta: l’impossibilità di offrire un degno luogo di sepoltura agli amati animali domestici, d’affezione o vaganti.

La maggior parte dei proprietari, al momento della morte dei propri amici a quattro zampe, per eliminare le carcasse sono costretti a trovare come unica soluzione quella di scavare una fossa nel proprio giardino, ma si devono osservare delle rigide regole informando i servizi veterinari per rispettare le normative vigenti e attenendosi alle indicazioni. Assolutamente vietato disfarsi del cadavere seppellendolo in aree pubbliche: le sanzioni sono elevatissime.

Per affrontare il lungo vuoto normativo relativo alla sepoltura delle bestiole, a cui bisogna invece garantire un trattamento dignitoso dopo la morte, era stato presentato a fine 2019 all’Ars il Disegno di legge in questione. Nel documento veniva chiarito che l’area da destinare a tale finalità deve possedere parametri equiparati a quelli di un cimitero per esseri umani, sottoposta quindi alla vigilanza comunale, che si avvale dell’Asp territorialmente competente.

Nel tempo si sono attivate alcune agenzie di onoranze funebri che hanno puntato anche sulla cosiddetta “linea pet” ricorrendo alla cremazione e alla conseguente restituzione delle ceneri in urne predisposte con costi variabili; per coloro invece che desiderano seppellire il corpo dell’animale in una tomba, esiste la possibilità di trasporto al cimitero specifico di Reggio Calabria, l’unica sede più vicina. Qualche ditta specializzata, oltre alla cremazione, dopo il decesso dell’animale, offre il servizio di ritiro diretto delle spoglie con un mezzo coibentato autorizzato dall’Asp e successivamente alla consegna delle ceneri, ed in provincia esiste un’unica struttura in un centro privato a Messina dotato di forno crematorio.

Sebbene il progetto di un luogo per ospitare gli animali deceduti ha ottenuto l’attuazione del provvedimento parlamentare, il freno della burocrazia finora ha bloccato nella nostra regione ogni sviluppo in materia cimiteriale.

Anche a Milazzo c’è fermento tra i cittadini per ottenere la costruzione del primo cimitero per gli animali in Sicilia, nonostante siano andate in fumo le diverse iniziative negli anni degli animalisti per rendere concreta la proposta, insieme a quella di reperire spazi pubblici per aprire rifugi o ricoveri soprattutto per i randagi. Gli animali domestici sono tuttora considerati rifiuti speciali, quindi l’istituzione di un cimitero per conservare le spoglie delle proprie bestiole, rappresenta un modo di poter continuare il rapporto con il proprio animale, anche dopo la sua scomparsa. Ribadiamo che una richiesta del genere incontrerà il consenso di molti animalisti e dei proprietari, e sono tanti, degli animali domestici, ma anche le critiche di altri che punteranno l’attenzione sul fatto che la città di Milazzo ha bisogno di interventi più incisivi ed importanti per risolvere annose criticità che la realizzazione di un cimitero per gli animali.

Fermamente convinti che un aspetto non esclude l’altro, siamo altrettanto convinti che un’azione del genere indica una notevole sensibilità nei confronti del mondo animale e un sentito rispetto verso chi un cane, un gatto, un uccellino lo accudisce, lo aiuta a crescere e, purtroppo, lo vede anche andare via.

G.L.

 
 
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