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albergo, borgo marinaro, Garibaldi, pescatori, riempire, Santa Maria Maggiore, Vaccarella
10 anni fa
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A VACCARELLA NON SI PUO’ PIU’ GIOCARE!
NON VI SEMBRA CHE SI SIA ABUSATO DELLA PAZIENZA DI UN POPOLO?
A parte i disagi dei pescatori, certo non trascurabili, il “post” della mareggiata ricade inevitabilmente sul cittadino. E su chi, altrimenti! Il perché è ovvio visto che alla estrema soluzione di ripiego si contrappongono disagi e rischi per i pedoni che, se non vogliono privarsi della abituale, distensiva passeggiata lungo il caratteristico borgo marinaro, devono, ahimè, camminare sulla strada. Nessuno ha osato lamentarsi e forse nessuno lo farà, giustamente aggiungiamo, comprendendo la situazione di estrema emergenza in cui ci si è trovati. Nemmeno questa è una lamentela, piuttosto una doverosa presa d’atto per le scelte fatte in emergenza.
Quello che poteva andare distrutto e che, invece, è stato sottratto alla furia dei marosi, è patrimonio vero, è vita per i pescatori di Vaccarella e per le loro famiglie, ai quali va dato il merito di aver lottato in mille modi per salvaguardare il loro borgo marinaro, ricco di storia con la splendida Chiesa di Santa Maria Maggiore, che troneggia all’inizio del borgo medesimo, ove si dice abbia trovato riposo Giuseppe Garibaldi, che mangiò pane e cipolla insieme a quei popolani, dopo la conquista della Sicilia. Pur tuttavia, nel massimo rispetto per esigenze che in quel giorno di mal tempo furono messe davanti e sopra ogni cosa, oggi è giusto chiedersi – per chiarezza – fino a quando?
Certo la domanda non è rivolta ai pescatori ma alla Amministrazione che dovrà trovare il modo di risolvere definitivamente questo problema. Non oggi certamente e nemmeno domani, ma quel che si chiede è che si trovi una soluzione che non sia quella tampone di mettere le barche al loro posto e lasciare che alla prossima mareggiata ci si debba riparare sotto “lo stesso ombrello”. Questo no! Non sarebbe giusto per i diretti interessati, perché se la volta scorsa si è fatto in tempo, la prossima volta avremo ancora l’aiuto del buon Dio?
Con rabbia ci chiediamo, perché è stato tanto necessario lottizzare quella splendida baia facendola diventare “albergo” per barche di Nababbi (più o meno) nel mentre andava resa ancora più funzionale ma solamente nel rispetto dell’antica tradizione di quel borgo?
Altrove scenari naturali di questo tipo vengono salvaguardati, migliorati, mantenuti come da tradizione e difesi con le unghia e con i denti. Qui, a Milazzo, tutto l’opposto! Interessante è riempire le “tasche” (evitiamo altra espressione che suonerebbe volgare data la serietà dell’argomento) a pochi intraprendenti manager che forse non sono neanche milazzesi, che addirittura hanno lottizzato pure il porto.
Una breve digressione: un plauso enorme alla bravura dei Comandanti delle navi traghetto che per ormeggiare le loro navi al molo devono fare vere acrobazie da manuale. Solo loro sanno come e cosa facciano per evitare di speronare barche, barcuzze e passerelle galleggianti. BRAVI!
Riprendiamo il filo del discorso: per Vaccarella sono auspicabili programmi di mantenimento, intanto, con l’auspicio che si possa ritornare a prima di quella parcellizzazione autorizzata della baia. I pescatori sono stati relegati in una lingua di spiaggia che non consente il distanziamento ottimale delle barche dal punto di battuta delle onde. Quella ringhiera in ferro li penalizza fortemente nei movimenti e, dobbiamo dirlo, sono stati veramente pazienti ad accettare la situazione aberrante loro imposta. Ciò che è successo potrà ripetersi domani. Non sgradevole profezia, questa, ma semplice obiettiva considerazione visto anche l’approssimarsi della stagione inclemente. E negli anni a venire? Forse si vuole prenderli per stanchezza? Speriamo di no! A volte anche le “marce indietro” possono essere produttive di effetti positivi e non, necessariamente, sinonimo di tentennamenti comportamentali.
Gli esperti certo, se coinvolti, sapranno intravedere soluzioni sotto i diversi profili tecnico-legale-amministrativi emergenti. Nulla è impossibile e tutto va tentato per evitare il lento, graduale disfacimento di un bene che già è stato brutalizzato ma che non può e non deve scomparire, sia pure per avvilimento e stanchezza dei diretti interessati, sopraffatti da ingiustizie ed eventi negativi.
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