ADDIO AL VECCHIO, GLORIOSO SAN SIRO (O MEAZZA)

E così è stato deciso: San Siro o Meazza, chiamatelo come volete, non ci sarà più. Sono diviso tra sentimenti contrastanti, felice perché uno stadio di proprietà (anche se condiviso col Milan) garantisce solidità economica, con maggiori proventi e minori spese e la possibilità che il club venga acquisito da una proprietà forte dato che Oatkree in quanto fondo speculativo ha intenzione di cedere la mano prima possibile. Dall’altro sono triste perché quello di Milano è veramente “La Scala del calcio”, è intriso di storia, di emozioni, di epiche vittorie e di grandi delusioni. E’ un po’, fatti i debiti distinguo e proporzioni, come se venisse abbattuto il Colosseo, dato che è quello che si definisce un “luogo della memoria” e mi mancherà salire a piedi su quelle alte torri elicoidali per arrivare in Curva Nord. Gli esperti dicono che il nuovo stadio sarà bellissimo e all’avanguardia: ci credo, non ne ho dubbi, ma già so che il giorno del suo abbattimento una parte del mio “spirito nerazzurro” se ne andrà con lui…
Roberto Spadaro
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