AL SANTUARIO DI SAN FRANCESCO LE NOZZE D’ORO DI SARINO ALIOTO E NINA ARICO’
Erano due ragazzi, Sarino e Nina: lui avrebbe fatto 24 anni ad agosto, lei ne aveva 20, e nella Milazzo di quegli anni per moltissimi giovani era viva la voglia di sposarsi, di formare una famiglia, di avere dei figli, di essere indipendenti. La favorevole situazione economica che si stava vivendo in quel periodo, la possibilità di avere un lavoro stabile ed una casa, ma soprattutto la vicinanza dei genitori, dei suoceri, dei parenti… tutto incoraggiava i nostri giovani, quelli nati negli anni successivi alla 2^ Guerra Mondiale e negli anni 50, a prendere una decisione e a compiere un passo importante.
Questo fecero anche Sarino e Nina, e la reciproca simpatia, le continue frequentazioni, la disponibilità e l’accettazione da parte dei loro genitori, ma soprattutto la serietà con cui i ragazzi parlavano di futuro incoraggiarono a compiere il grande “passo”!
Nessuna esitazione, ma solo tanta felicità: chi quel giorno era presente, ricorda il loro entusiasmo e la gioia che li circondava. Il domani era tutto per loro; ed insieme hanno saputo dimostrare, giorno dopo giorno, che le basi su cui si poggiava il loro amore erano solide.
L’arrivo di Rosaria e di Francesco ha dato maggiore entusiasmo alla coppia: genitori di due ragazzi splendidi che hanno ereditato i sani principi trasmessi da papà e mamma. Poi sono arrivati anche i nipoti.
Quel lontano 28 luglio 1976 li aspettava il santuario di San Francesco, scelto per benedire le loro nozze. Ed oggi a San Francesco torneranno per benedire gli anelli che portano da cinquant’anni. Per Sarino e Nina ogni giorno vissuto assieme, in questi cinquant’anni, è stata una ricorrenza: così come una ricorrenza sarà domani, e dopodomani, e fra un mese… Il loro amore continua ad essere vivo, e negli anni, passati fra gioie e dolori, certezze e delusioni, sorrisi e lacrime, momenti lieti e tristi, è stato il protagonista indiscusso che oggi restituisce questi ragazzi come il primo giorno. Sì, qualche capello bianco per entrambi, qualche acciacco frutto dell’età, ma per loro il tempo non è mai passato. Per loro il tempo si è fermato a quel 28 luglio 1976.
Sì, mancherà qualcuno, fra quelli che quel giorno del 1976 era orgoglioso e presente, magari asciugandosi qualche lacrima di commozione; al loro posto ci saranno quelli venuti dopo, nel corso di questi cinquant’anni. Purtroppo è così. Fa parte dei corsi e ricorsi, amici miei. Io ho la fortuna di conoscervi da oltre 60 anni… e per voi sto scrivendo questo mio pensiero…
Che Dio vi benedica, amici miei, e vi doni tanti ma tanti anni ancora di felicità…
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