ALBUM DEI RICORDI: I BANCHI IN LEGNO NELLE AULE
Dal settimo PREMIO TESEO, ecco il sesto episodio del mio lavoro, “C’ERA UNA VOLTA”, che mi ha consentito di piazzarmi al secondo posto. Lo sto pubblicando a puntate su TERMINAL perché secondo me merita di essere letto, ed il motivo c’è: riaccende i ricordi!
6° EPISODIO – I banchi a scuola…
Una volta esistevano i vecchi banchi in legno, pesantissimi, sollevati una ventina di centimetri da terra, con due posti scomodissimi, e noi immobili per quattro ore di fila, approfittando di sgranchirci le gambe quando si andava nel bagno, ammesso che il maestro del tempo ti mandava.
Il banco in legno sarebbe rimasto padrone indiscusso di molte scuole in Italia, e qui da noi al Sud sarebbe stato soppiantato con notevole ritardo. Nel tempo il banco in legno subì le frequenti lavorazioni di torme di bambini, che man mano che crescevano e cambiavano classe lasciavano i loro nomi incisi con la punta di un pennino (quello utilizzato per intingerlo nel calamaio) o di un temperino. Ma non si limitavano solo a questo: spesso abbondavano le frasi sconce, scritte da generazioni di alunni che avevano il banco in… comodato d’uso. Difficilissimo trovarne uno immacolato, pulito, senza nessuna imbrattatura. Anche se all’inizio dell’anno scolastico si passavano in rassegna i banchi, vi assicuro che lo si faceva per trovarne uno accettabile, per lasciare il ricordo del proprio passaggio e continuare ad aggiungere nomi e classe, o per realizzare altri disegni che nel tempo avrebbero dimostrato come si viveva una volta, nelle aule!
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