ALBUM DEI RICORDI, IL CIRCOLO DIANA E SILVIO BRIGANDI’
C’erano anni in cui l’atrio del Carmine era adibito anche a impianto sportivo (sul pavimento, formato da mattonelle cm 20 x 20 bicolori che davano vita a riquadri più grandi, era tracciato un campo da pallacanestro, lo sport che all’epoca vedeva la Libertas Nino Ferrara rappresentare la città; e successivamente di pallavolo, con la Nino Romano). Di fronte all’atrio del Carmine, verso il mare di levante, c’era il Circolo Diana, rimasto nel cuore di chi amava lo spettacolo abbinato alla classe ed alla bravura, ma spesso anche alla fortuna, di centinaia di persone che, anche per più volte la settimana, erano una fonte di ricchezza per il commercio e non solo. Il campo di gara del Circolo DIANA era un luogo immerso per attimi interminabili nel silenzio, rotto solo dall’urlo del tiratore e dallo sparo, ma esplodeva in un boato solo alla fine della serie, durante la quale i tiratori avevano preso posto, a rotazione, nelle pedane.
Sono anni legati ai ricordi della nostra adolescenza, vissuti in una Milazzo di altri tempi, che forse ricercava una propria identità puntando sullo sport ad alto livello, che viveva il miracolo dell’industrializzazione ma sperava prepotentemente nel turismo e nella crescita edilizia ed urbanistica. Anni in cui Milazzo era la capitale del Tiro a volo, grazie alle iniziative dell’avvocato Micio Sibilla, indimenticato professionista che per decenni lottò per la crescita sportiva, turistica ed economica della sua città e dell’intera Sicilia. Oltre 40 anni di Presidenza lo hanno portato ad organizzare innumerevoli gare di tiro a volo, incrementando e propagandando uno sport che radunava a Milazzo i migliori tiratori nazionali ed internazionali, e suscitando un interesse per la disciplina che la rendeva paragonabile a sport ben più popolari: le tribune del Diana, sempre stracolme di spettatori, e gli alberghi, presso i quali alloggiavano i protagonisti di competizioni memorabili ne sono una testimonianza. Sono stati presenti a Milazzo i campioni delle più svariate discipline: scherma (dopo le Olimpiadi di Tokio, nel 1964, si affrontarono sulle pedane del circolo le nazionali italiana ed ungherese, ai vertici mondiali); sci nautico (Milazzo ospitò le prove valide per l’assegnazione del titolo mondiale); aeromodellismo. Una Milazzo diversa da quella di oggi, fiera del benessere che viveva e che si riconosceva nelle iniziative di quest’uomo, al quale anche la classe politica dell’epoca attribuiva i meriti per avere saputo incrementare l’economia e il turismo, in anni in cui la presenza dell’industria era la principale fonte di ricchezza per migliaia di famiglie. In quegli anni assumeva consistenza l’attività edilizia, sulla spinta dell’incremento della popolazione e della richiesta di nuove unità immobiliari per chi sceglieva Milazzo, al centro di un movimento di attrazione, per fissare definitivamente la propria residenza.
Il Circolo DIANA continuava come un inarrestabile rullo compressore a spianare la strada ad iniziative memorabili: fu istituito il Gran Premio TRINACRIA, competizione internazionale che vedeva accorrere nella nostra città i migliori tiratori del mondo. E non bastavano gli alberghi per ospitare i partecipanti e le loro famiglie, ma si doveva ricorrere anche a strutture di altri comuni, che vivevano di luce riflessa!
E mentre andiamo vanamente alla ricerca di quegli anni irripetibili, rimasti scolpiti nel nostro cuore di adolescenti, nei nostri ricordi sono sempre vivi quegli spari, quei tiratori, quelle migliaia di spettatori, quei silenzi assordanti, quei colombi che cercavano di sfuggire alla cruenta mattanza, i piattelli che si frantumavano o, solo se sfiorati, cambiavano direzione dando al tiratore la certezza di non avere sbagliato colpo, quei ristoranti pieni ad ogni ora, quegli alberghi nei quali era difficile trovare un posto letto, quelle vetrine dei gioiellieri nelle quali ori e brillanti avevano disponibili e generosi acquirenti … a pensarci bene abbiamo nostalgia di quel tappeto erboso che nelle sere d’estate ospitava anche un cinema all’aperto, di quegli uomini alla ricerca di una giornata di gloria…
Ma in questo album dei ricordi tutti, o almeno quelli che hanno una certa età, ricordano le gare, i tiratori, tutto ciò che dava lustro all’ambiente. Manca in questo nostro amarcord un personaggio, da citare con affetto e nostalgia al tempo stesso: che passava le ore, persino i giorni sotto quella fossa al centro del campo dal quale partivano i piattelli. Per lunghi anni ha scaricato e sistemato tutto, quindi era pronto, dentro la fossa olimpica, ed attento al grido dei tiratori. Un uomo che noi non abbiamo dimenticato perché per la sua educazione ed attaccamento al lavoro si faceva voler bene da tutti: era Silvio Brigandi, il Silvio che era pronto a dividersi tra il circolo vero e proprio e lo stare in piedi in quella fossa, pronto ad azionare il lancio dei piattelli o dei piccioni… Quel Silvio al quale davamo un LEI in segno di rispetto, e che oggi ci sembra giusto, dopo tanto tempo, ricordare a chi lo ha conosciuto, scrivere il suo nome fra coloro che si erano prodigati per fare grande il Circolo DIANA, in quella Milazzo che non tornerà più, ma che non è stata dimenticata da chi non finirà mai di ringraziare gli artefici di quel miracolo nel quale sarebbe stato giusto credere.
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