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Album dei ricordi: il maresciallo DE SIMONE in una foto in bianco e nero…

… ma con i colori dell’onestà e della gentilezza! Altri tempi, si dice sempre così. Chi ricorda quest’uomo, nella foto in bianco e nero, che andò via per sempre il 26 maggio di 33 anni fa? Io lo ricordo, e assieme a me tanti altri amici di quegli anni. Lo ricordo però sempre con quella divisa che aveva, ed ha ancora oggi, i colori dell’onestà! MICHELE DE SIMONE, il suo nome, ma tutti lo chiamavano maresciallo De Simone, in virtù del suo ruolo all’interno del Commissariato di Polizia nella nostra città. Erano i tempi degli appuntati, dei brigadieri, dei marescialli, dei commissari; erano i tempi in cui chi non conosceva la gerarchia chiamava tutti “Comandante”, indipendentemente dal grado sulla divisa. Era arrivato dalla provincia di Avellino il maresciallo De Simone, e con la sua mole possente aveva riempito – per modo di dire – il commissariato di Via XX Luglio, dove adesso sorge l’hotel La Bussola. Erano gli anni della contestazione, degli scioperi per l’autunno caldo, per il lavoro nella Metallurgica. Erano gli anni dei comizi in piazza in cui spesso e volentieri si fronteggiavano i giovani oppositori dell’uno o dell’altro partito. Di quel commissariato ricordo i componenti: il dottor Arcidiacono, il commissario, con il quale ebbi frequenti incontri quando ero al vertice della contestazione studentesca nella scuola; quindi il maresciallo Scibilia; e poi La Rosa, La Rocca, Prizzi, Orioles, Rossello, uomo gigantesco con un cuore d’oro.

I ricordi sbiaditi conservati per tantissimo tempo ritornano pian piano, fino a diventare nitidi e vivi. Avvenimenti di ieri, addirittura di oltre cinquant’anni fa, che il non sono stati mai cancellati, e un rapporto di stima e di collaborazione con quegli uomini in divisa. E quel rapporto crebbe e si rinsaldò negli anni successivi, quando anche io indossai una divisa e mi rivolgevo a quegli uomini chiamando ognuno di loro “collega”, così come mi aveva insegnato un amico dell’Arma dei Carabinieri, il compianto Biagio Cirino. Conobbi meglio, per avere svolto con loro anche i servizi di PS, il maresciallo Michele De Simone che si ricordava sempre di me come lo studente liceale degli anni della contestazione: irriducibile e fermo nelle mie idee.

De Simone approvava il mio comportamento a tutela della legalità, e mi guardava con fiducia, poichè era certo che mai e poi mai avrei tradito il colore dell’onestà di una divisa.

Se ne andò per sempre un giorno di maggio di 33 anni fa il maresciallo De Simone. Era uno dei primi, dei più anziani, di quella vecchia squadra di via XX Luglio, e tutti i corpi delle forze di Polizia gli resero omaggio con un picchetto durante le celebrazioni funebri. Andava via un uomo in divisa, ma andava via soprattutto un marito, un padre, un amico, un fratello maggiore che la città di Milazzo ricorda ancora, e che molti, e mi riferisco ai più giovani, avrebbero dovuto conoscere per amare quegli stessi uomini in divisa che mettono a repentaglio la loro vita per la nostra sicurezza e per la nostra libertà. 

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