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ALBUM DEI RICORDI: IL MIO ESORDIO NELLA POL. NINO ROMANO IL 23 MAGGIO DI SESSANTUNO ANNI FA!

Una-gara-di-atletica-leggera-allattuale-campo-Santamaria-EX-Gil ALBUM DEI RICORDI: IL MIO ESORDIO NELLA POL. NINO ROMANO IL 23 MAGGIO DI SESSANTUNO ANNI FA!Il 23 maggio è la data che, sebbene siano passati oltre sessant’anni, mi ricorda il mio esordio nel mondo dell’atletica leggera, proprio nella specialità che continua a regalarmi grandi soddisfazioni.

A quei tempi, come quasi tutti i ragazzi dell’epoca, anche io praticavo uno sport. Ma fu al Ginnasio, all’età di 14 anni, che mi avvicinai alla Polisportiva Nino Romano, il cui fondatore fu alcuni anni prima un professore di educazione fisica di nobile origini, Lorenzo D’Ondes Lucifero, che alla passione per lo sport affiancava quello per le sigarette Alfa.

“La sai fare la marcia?” mi chiese Buby Nastasi, fratello di Nino ed Elio. Mi fece vedere come avrei dovuto fare, e cominciai a percorrere il bordo esterno del campo tracciato nella palestra coperta della scuola elementare, cercando di camminare col passo veloce senza tuttavia piegare le ginocchia. Esisteva un unico impianto a Messina, l’ex GIL. In quegli anni le società affiliate alla FIDAL (Federazione di Atletica Leggera) erano la Polisportiva Messina, il Cus, gruppo universitario; l’U.S. Peloro e i Vigili Fuoco Messina. Queste avevano a disposizione il vecchio ex GIL, con la sua pista di 267 metri anziché 400, con centinaia di ragazzi che si allenavano, nonostante le ristrettezze… non solo economiche. Per gli altri, quelli della provincia, c’erano i cortili delle scuole, i campi sportivi o i greti dei torrenti: l’Amatori a Barcellona, sodalizio fondato da Nino Alberti, e la nostra Pol. Nino Romano a Milazzo,  Per il resto, non c’era altro!

NINO-ALBERTI-300x208 ALBUM DEI RICORDI: IL MIO ESORDIO NELLA POL. NINO ROMANO IL 23 MAGGIO DI SESSANTUNO ANNI FA!Il mio esordio avvenne dunque il 23 maggio 1965, nella 4 chilometri di marcia vinta da Filippo Assenzio davanti a Renato Filetti, entrambi della Peloro del geom. Salvatore Tiano. Quell’anno non ebbe rivali, in ogni gara che disputava: era imbattibile, ed aveva chiuso la stagione con un tempo di poco inferiore ai 20 minuti sui 4 chilometri, con il quale figurava nei primi cinque d’Italia nella categoria Allievi. In un impianto di 267 metri, per coprire la distanza di 4 chilometri si dovevano percorrere 15 giri, ed infatti ricordo che la linea di partenza (in curva) era nei pressi di quella dell’arrivo generale, alla fine del solito rettilineo. Era normale che uno come Assenzio doppiasse più volte gli avversari, e ricordo che quando si avvicinava a noi, per risucchiarci ad uno ad uno, dava un segnale battendo le mani o chiedendo “pista”. Vederlo sfrecciare in prima corsia come un bolide ci serviva spesso da stimolo per aumentare il passo e tentare un allungo aumentando anche noi il ritmo, seguendolo; ma il tutto durava qualche decina di metri, dopo i quali si rientrava nei ranghi, pagando spesso lo scotto per avere preteso troppo dalle nostre capacità! Ci dovevamo accontentare di vederlo giungere al traguardo, tra le incitazioni del geometra Tiano, soddisfatto per l’ennesima vittoria del suo atleta, che riprendeva la strada per gli spogliatoi mente noi, distanziati da lui, avevamo uno o due giri da compiere prima di concludere la nostra fatica. 
FILIPPO-ASSENZIO-207x300 ALBUM DEI RICORDI: IL MIO ESORDIO NELLA POL. NINO ROMANO IL 23 MAGGIO DI SESSANTUNO ANNI FA!
Ero il più piccolo dei concorrenti con i miei 14 anni e gareggiavo con atleti più grandi di me. Lottai strenuamente con il compianto Giuseppe Milioti, scomparso alcune settimane fa, per non giungere all’ultimo posto ma nel corso della stagione migliorai di oltre due minuti il tempo realizzato nella prima gara, e l’anno successivo divenni campione provinciale stabilendo anche la migliore prestazione provinciale poichè mi allenavo sulla pista a Messina. Fu proprio nel 1966 che avvenne la fusione tra l’Amatori Barcellona e la Polisportiva Nino Romano di Milazzo, ed anche se in essa confluirono tutti gli atleti della vicina Barcellona, la nuova società si chiamò Pol. Nino Romano. Solo in quel modo non ci furono più avversari in grado di impensierire quel numeroso stuolo di atleti animati solo dalla voglia di vincere, e di titoli ne vinsero tanti, ma apparve subito evidente che non si poteva continuare a praticare atletica senza impianti, e le olimpiadi messicane del 1968 ci avevano messo a contatto con i record, le nuove piste di materiale sintetico (tartan e rubkor) e la facilità con cui gli atleti africani si sarebbero imposti in futuro.

L’ultima gara di marcia la disputai proprio nel 1968 a Milazzo, in occasione dell’annuale festa a Santo Pietro, su strada: due giri del classico circuito ciclistico pari a 6 chilometri. Volli gareggiare per dimostrare a me stesso che, nonostante non avessi effettuato più allenamenti specifici, ero sempre in grado di esprimermi al meglio. Eravamo in sei alla partenza, ed io rimasi in seconda posizione fino a duecento metri dal termine. Costante il distacco del primo, poco più di trenta metri che furono accumulati nel corso del primo giro e che mi limitai a controllare. Sul lungo rettilineo finale, in via Policastrelli, con il pubblico formato in massima parte dai residenti e con l’incitamento del gruppo di sostenitori locali, accelerai l’andatura e con una progressione irresistibile superai di slancio il battistrada, che stava assaporando la vittoria, alcuni metri prima del traguardo, lasciandolo esterrefatto.

Il tempo fu di 32’28”, eccellente per allora. Il pubblico andò in visibilio, e tutti gli applausi erano per me. Ma l’improvvisato giudice di gara (che poi non aveva i titoli per farlo…) Buby Nastasi, colui che mi aveva insegnato il “tacco e punta” quando mi avviò a quella disciplina, urlando disse che la mia era corsa e mi retrocesse al secondo posto! Provai a protestare, ma compresi che non sarebbe valso a nulla, quindi finsi di accettare la sua decisione. Ebbi solo la soddisfazione di vedere che, a distanza di pochi anni, quella marcia che avevo interpretato fu adottata dalla maggioranza degli atleti, italiani e non solo! In effetti a Santo Pietro avevo semplicemente anticipato la fine di un’epoca, quella del tacco e punta, e senza staccare i piedi dal suolo ero riuscito ad incrementare la velocità. Certo, il gesto accelerato mi venne più facile perché si trattò di prolungarlo per un centinaio di metri, percorsi alla media di 4’50” al chilometro (erano in pochi in Italia che percorrevano un chilometro alla media di 5 minuti)! Altri atleti, in futuro, lo avrebbero fatto su distanze più lunghe e la loro media sarebbe scesa addirittura sotto i 4 minuti! I miei atleti acquisirono quella tecnica che si rivelò vincente e permise di ottenere tempi strabilianti, che io non solo sognavo, ma che avrebbero fatto inorridire Buby Nastasi: oggi c’è il mio ultimo atleta, Gaetano Munafò, che è campione italiano Juniores a squadre e marcia addirittura a 3’50” al chilometro.

Dopo quella gara non mi cimentai in pista, per cui non ebbi la possibilità di stabilire il minimo con il quale avrei potuto prendere parte ai Campionati Italiani Allievi che si sarebbero disputati il 28 e 29 settembre a Milano. Ci andai lo stesso, ma per prendere parte alle prove multiple… Anni dopo, Milazzo aveva una nuova società di atletica leggera: era il mese di giugno 1972, ed io divenni il primo ed unico presidente. salmeri-mamma-300x203 ALBUM DEI RICORDI: IL MIO ESORDIO NELLA POL. NINO ROMANO IL 23 MAGGIO DI SESSANTUNO ANNI FA!La Fiamma Milazzo, ossia la mia società, sarebbe diventata una realtà, con diverse centinaia di tesserati, nell’arco di un paio di anni, che sognavano di imporsi in campo nazionale. Molti ci sarebbero riusciti… Per me l’addio definitivo ad una promettente carriera di atleta: avevo capito che quella di allenatore mi dava maggiori soddisfazioni, ma dopo oltre 60 anni mi ricordo di quella mia prima gara sulla pista in tennisolite dell’ex GIL.

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