ALBUM DEI RICORDI: TINDARO MIGLIORINO, MEZZO SECOLO DI STORIA
TINDARO MIGLIORINO aveva il negozio in via Medici, in quella strada che sarebbe diventata il salotto della città.
Lo aveva attivato nel 1964: un negozio che si estendeva in profondità, una caratteristica dei locali del vecchio centro storico. E in quel negozio affluiva una clientela selezionata alla ricerca di prodotti qualitativamente validi. Per questo non aveva risentito i contraccolpi della crisi economica che l’Italia stava attraversando, né dello spostamento verso nuove forme di commercio che si sono succedute nel corso di cinquanta anni: prima il mercato settimanale, quindi i centri commerciali, ed ancora gli stock house o le città della moda spuntate come funghi! Il suo segreto? La qualità. Divenni anche io suo cliente ed acquistai, quando ancora non avevo diciotto anni e oltre venti chili in meno, una maglietta arancione con le maniche lunghe delle Sorelle Fontana: così mi disse lui; e così era scritto sull’etichetta. Non so se allora andasse di moda quel colore arancione, che mi fece sentire di colpo un tifoso dell’Olanda. Ma quel signore mi convinse con il suo modo di fare ed io, con i miei quasi diciotto anni, contestatore e reazionario, la indossai sicuro che avrei fatto un figurone.
Pensai subito che ci sapeva fare, Tindaro MIGLIORINO; era un professionista. Conosceva i marchi, i prodotti, le case, i rappresentanti; anticipava le mode, i tempi, le collezioni. Per cinquant’anni fu un’istituzione per la via Medici.
Il nostro TERMINAL era diventato il suo giornale; e nel 2017 gli abbiamo conferito il PREMIO TERMINAL che lui, emozionato come un ragazzino, venne a ritirare nel chiostro del convento di S. Papino. Se non andiamo errati, aveva 88 anni, e, contento di ricevere la scultura realizzata dal Maestro Benedetto Norcia, l’ha voluto esporre nel negozio… Era un’attestazione di stima, di amicizia, di rispetto nei confronti del decano dei commercianti milazzesi. Uno di quei commercianti della via Medici che era rimasto a testimonianza della vitalità del centro storico, prima che diventasse Salotto, ultimo rappresentante di una schiera di professionisti che si chiamavano Nino Catanzaro, Giuliano Testa, Pietro Caravello, Giovannino Spoto, Mico Maiorana, Nicolino Giorgianni, e poi, ancora, i fratelli Romagnolo, Ciccio Bertè, Soldino, Vincenzino Cambria, Antonuccio, Alacqua, Amato, La Rocca, Santo Torre, Molinari, Scuderi, Pino, Pippo Russo, Sindoni, Amato, Patti, Picciolo il profumiere o il barbiere Ullo, o Franco Vitale…
Se non lo trovavi dentro il negozio, era fuori a fare due passi, o da Romagnolo per il consueto caffè, o a scambiare qualche battuta con gli amici, e ne aveva tanti, che si fermavano con lui a parlare. Una volta nel negozio, continuava nelle discussioni più disparate, non come tuttologo ma come persona attenta alle evoluzioni della società, ai cambiamenti quotidiani, alle svolte politiche o alle mancate decisioni di intervenire nei settori fondamentali della vita quotidiana. Parlava anche di sport, di musica, dei servizi da offrire ai giovani. E nel corso delle discussioni, mai animate ma sempre condotte con obiettività, tirava fuori dagli scaffali il lupetto GRANSASSO, o il pullover con lo scollo a V, o il maglione dolce vita; ma aveva sempre pronto un pantalone in velluto che ti offriva per arricchire il guardaroba… e se rifiutavi dicendo che quello comprato due anni prima era ancora intatto, sorrideva ricordandoti che ti aveva venduto roba buona ed indistruttibile!
Nulla lasciava presagire che la sua inattesa partenza avrebbe dovuto coincidere con la decisione di cessare la lunga attività: infatti da qualche mese aveva deciso di svuotare negozio e magazzino offrendo prodotti di qualità a prezzi stracciati, addirittura un PRENDI TRE PAGHI UNO che mai aveva effettuato in oltre cinquant’anni di presenza commerciale.
Oggi passi dalla Via Medici: cerchi il suo negozio chiuso, l’insegna sparita; senti il vento che soffia, rivedi i tanti amici nei ricordi di mezzo secolo e più di vita… sono tutte sensazioni che appartengono al passato di questa città.
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