ALESSANDRA BRACO, UNA RAGAZZA CHE CI LASCIA A 39 ANNI
Una foto, all’apparenza anonima, con un saluto. Una foto con la quale una nostra amica di Milazzo vuole ricordare questa ragazza di Reggio Calabria che ha chiuso, prima della Santa Pasqua, la sua vita terrena.
Un nome, che ci spinge a curiosare e volerne sapere di più: ma il nome non ci dice nulla, solo dalle foto del suo profilo scopriamo la sua parentela con Cusumano, che chiama “nonnino”. Poi, una serie di certificati medici e di ricoveri… Capiamo allora che ALESSANDRA BRACO, di Reggio Calabria, 40 anni l’1 aprile, è entrata in quella ignobile spirale che difficilmente lascia scampo, quando viene diagnosticato un male che solo a pronunciare mette paura.
Non abbiamo più voglia di andare avanti: leggo sperando di capirne di più, io che non sono medico, le parole scritte con freddezza sui certificati. Ma il significato è chiaro. Leggo invece la sintesi che ALESSANDRA trova il coraggio di fare: un momento di lucidità, che prende il posto della paura per un male che giorno per giorno non le lascia scampo…
“Buongiorno a tutti… è arrivato il momento come è giusto che sia che io vi debba delle spiegazioni!!!!! Per quanto aiuto da tutti voi ho ricevuto e per questo vi ringrazio infinitamente …. Mi è stato diagnosticato nella mia bellissima città un semplice dotto galattoforo o come si chiama lui …. mi sarebbe passato una volta allattato. Vado a fare un’ecografia per stare tranquilla, e quando avrei partorito Vittorio sarebbe stato solo un brutto ricordo e ci saremmo rivisti tra un anno.
Va bene!!!!!! Vado a fare una mammografia in un centro molto ambito: va bene, possibile natura cistica! Per saperne di più sono andata da un ecografista molto bravo: non è cisti, è un tumore molto grande al seno.
Andiamo a vedere cosa è. Parto con la speranza che sia una cosa di poco conto, invece no. Torno a casa. La cura è uguale per tutti. Arrivo a Firenze … tac con il mezzo di contrasto, 50 micro lesioni cioè metastasi più edema celebrale subiti dieci radioterapie non in punto solo ma in tutta la testa perché sono troppe…. Inizio una terapia per bocca che sembra più indicata per bloccare, invece non funziona. Ne devo fare un’altra….
Oggi mi ritrovo ad iniziare una nuova chemio ma non posso: ho i globuli rossi bassi, devo fare trasfusioni di sangue nel pomeriggio; se mi riprendo domani si inizia …..
Sono andata in tanti posti che ho perso il conto: Pavia, Milano, Firenze, Alzano Lombardo, addirittura all’Humanitas a Milano: non mi hanno nemmeno preso in cura perché sono malata terminale e quando sarà chi mi ha chiuso la porta definitivamente pagherà……
La mia battaglia é all’inizio ma spero solo di avere la forza e la possibilità: ho tanta paura, troppa! Ma so che questa nuova chemio sarà un fallimento… Ragazzi, non voglio lasciare i miei figli! Non li voglio lasciare… !”
La lettera che appare sul profilo di ALESSANDRA è questa. Non è il suo testamento: è il suo racconto, è la vicenda che l’ha accompagnata in questi anni. Così poco tempo, vissuto tra paure e speranze, ma sorretta da una gran fede di riuscire a venir fuori dal tunnel. Così poco tempo raccontato in un suo amaro sfogo del 16 febbraio scorso, nemmeno un mese e mezzo fa: con il pensiero rivolto ai suoi figli, che non vedranno più la loro mamma, partita per un lungo viaggio per risvegliarsi fra le braccia del Signore.
La sofferenza di Alessandra le ha aperto le porte del Paradiso: il posto migliore per proteggere i suoi cari.
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