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ALESSANDRO INSINGA, UNO DI NOI

INSINGA ALESSANDRO INSINGA, UNO DI NOIdi MARCO TALOTTA

Conoscevo Alessandro sin dalle elementari. Sua mamma, la maestra Angela, era l’insegnante di sostegno alla scuola del Borgo. Molto prima che diventasse una cosa comune e meno di nicchia, avevamo la stessa passione per i fumetti americani e giapponesi, così ci siamo incrociati per anni in un negozio di fumetti e un altro di videogiochi e film. Mi faceva spesso domande sul mondo dei supereroi e mi lusingava, considerandomi un “esperto” al riguardo. Proprio la scorsa estate, in una delle mie solite vacanze a Milazzo (dato che adesso risiedo negli Stati Uniti) lo ho incontrato per caso, mentre aspettavo mia moglie ed un’amica all’uscita di un negozio di souvenir e ceramiche. Non vedevo Alessandro da almeno 10 anni.

Si è avvicinato e mi ha riconosciuto subito, chiamandomi per nome e cognome. Mi ha fatto tante domande, per aggiornarsi, chiedendomi dove vivevo esattamente, se ero ancora appassionato di fumetti, quanti figli avevo e che lavoro facevo. Era contento delle mie risposte, soprattutto perché -come lui- ero rimasto sempre attaccato al mondo dell’immaginazione. Ha concluso l’incontro con un sorriso dolce ed un “Mi fa molto piacere, ciao Marco”.

Quello è stato il suo ultimo saluto, ma ancora non lo sapevo.

Alessandro era uno di noi.

(FOTO DA https://www.eventipress.com)

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