ANCORA SUL VENEZUELA …
“Maduro è comunista, forza Trump”. “Maduro è un dittatore, ben gli sta”. “I venezuelani sono contenti, volete saperne di più di loro?
Ecco le sintesi dei pensieri che circolano.
Tra retorica destroide che confonde l’anticomunismo con l’accettazione di dinamiche in cui si sottraggono agli stati sovrani risorse comunitarie per affidarle a gruppi di potere privati e pensieri sconnessi che mescolano malcontento popolare con un inesistente diritto internazionale, c’è da mettersi le mani nei capelli.
L’ultima volta che abbiamo letto tali banalità è stata ai tempi della caduta di Gheddafi. Anche lì, secondo gran parte della vulgata, manipolata dalla propaganda, era tutto giusto perché “era un dittatore!”.
Niente da fare, difficile iniziare qualsiasi tipo di ragionamento. Ti etichettano sempre, in base alla situazione o sei comunista o fascista.
Il problema non é se sia un dittatore oppure no, potrebbe anche esserlo, ma compiacersi per quello che ha appena fatto Trump significa
1) Avallare il fatto che gli USA possano continuare a fare quello che hanno sempre fatto: gli sceriffi del mondo, valutare dei governi di tutto il pianeta quali siano quelli “canaglia”, rovesciarli, con l’uso misto di intelligence, propaganda, fomentazione attiva, finanziamento dei ribelli, fino alla rimozione e spesso eliminazione fisica degli esponenti non collaboranti e loro sostituzione con personaggi filoamericani.
2) Credere che abbia appena compiuto un colpo di stato per fermare il narcotraffico e riportare la democrazia in Venezuela e non per metter le mani sulla più grande riserva di petrolio e di oro del pianeta é veramente comico e rivela l’ingenuità con cui al popolo si può far credere QUALSIASI COSA.
Va bene così. Ne prendiamo atto.
WI
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