ASILI NIDO, IL BONUS PER IL 2026, MA C’È SEMPRE QUESTO CACCHIO DI ISEE!
Il bonus asilo nido 2026 si prepara a ripartire con alcune novità importanti chiarite dall’Inps nella circolare n. 29 del 27 marzo. Anche se la piattaforma per presentare le domande non è ancora attiva, l’Istituto ha già indicato quali saranno le regole da seguire per ottenere il contributo destinato alle famiglie con figli fino a tre anni. I cambiamenti principali riguardano il nuovo Isee da considerare e la durata della domanda, che non avrà più validità limitata a un solo anno.
Il contributo continua a coprire, almeno in parte, le rette per la frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati e le spese per le forme di assistenza domiciliare in favore di bambini sotto i tre anni affetti da gravi patologie croniche. Nel caso del nido, la domanda deve essere presentata dal genitore che sostiene il pagamento della retta, mentre per il supporto domiciliare deve farlo il genitore che convive con il figlio e risiede abitualmente nello stesso comune.
Tra i servizi ammessi rientrano nidi e micronidi, sezioni primavera, spazi gioco e servizi educativi in contesto domiciliare. Restano invece esclusi i servizi ricreativi, il pre-scuola, il post-scuola e i centri per bambini e famiglie. Possono richiedere il bonus i cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari in possesso dei titoli di soggiorno previsti, purché residenti in Italia e in possesso degli altri requisiti richiesti dalla normativa.
La prima novità riguarda il calcolo dell’Isee, dal quale viene escluso l’importo percepito con l’assegno unico universale. Inoltre, per il bonus bisogna fare riferimento al nuovo Indicatore della Situazione Economica Equivalente per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione.
Gli importi cambiano in base alla data di nascita del minore e al valore dell’Isee. Per i bambini nati dal 1° gennaio 2024, il contributo arriva fino a 3.600 euro con Isee pari o inferiore a 40mila euro, mentre scende a 1.500 euro oltre questa soglia o in assenza di Isee. Per i nati prima del 1° gennaio 2024, il bonus può essere pari a 3.000 euro, 2.500 euro o 1.500 euro, a seconda della fascia Isee.
L’altra novità riguarda la validità della domanda. Dal 2026 l’istanza non varrà più solo per l’anno di presentazione, ma resterà efficace in modo continuativo fino ad agosto dell’anno in cui il bambino compie tre anni, salvo verifica dei requisiti. Questo significa che, negli anni successivi al primo invio, non sarà necessario presentare una nuova domanda. Resta però da attendere l’apertura del servizio telematico: l’Inps ha fatto sapere che la data sarà comunicata con un successivo messaggio, mentre il termine finale per l’invio delle richieste sarà il 31 dicembre 2026.
da newsmondo.it
COMMENTO: Abbiamo sempre dato spazio ai comunicati che riguardano parte della popolazione italiana: non tutta; proprio “parte” perché c’è sempre il valore dell’ISEE che fa la differenza. Non ci vogliamo addentrate in percorsi accidentati che ci porterebbero lontano ma voi sapete che ci troveremmo a nostro agio. Ma una cosa la vorremmo dire, per spezzare una lancia a favore di quell’altra parte che viene esclusa dal calcolo dell’ISEE. A questo ISEE si ricorre sempre, come se gli esclusi navigassero nell’oro. Ed allora, perché le riforme o le agevolazioni non coinvolgono tutti gli italiani? Gli esclusi sono per caso figli di … ?
Strumenti di condivisione:

Commento all'articolo