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AUMENTI? NO, SOLO ELEMOSINA!

SPICCIOLI AUMENTI? NO, SOLO ELEMOSINA!La politica degli spiccioli, governi dispensatori compulsivi di mancette. Bonus single, bonus divorziati, bonus per respirare: ogni categoria sociale diventa pretesto per una nuova mancetta.

Trattasi di elemosina di stato. Non si costruisce il futuro, si tampona il presente. Non si affrontano le cause strutturali, si medicano i sintomi con cerotti che si staccano subito.
Salari reali che non crescono da trent’anni, costo della vita che galoppa, precarietà esistenziale come condizione permanente.
Ovviamente in questo scenario è molto più comodo inventare bonus. Costano poco, fanno rumore mediatico, creano l’illusione di uno Stato presente.
Perché affrontare seriamente la questione salari, le contrattazioni collettive, le vere politiche industriali?
Costoro impoveriscono la società strutturalmente, poi gettano le briciole e pretendono gratitudine.
Vanno applauditi per questa generosità!
Cittadini sempre più poveri che si accalcano per ottenere bonus sempre più ridicoli.

WI

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1 commento

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Paolo

Direi che questo peccato originale si stia perpetuando da decenni; all’inizio, il voto di favore (parente, amico o chissà cosa altro), poteva favorire qualcuno; poi è diventata prassi, il sistema si è inflazionato. Premiare uno, la prima volta, ha generato un sistema malato che si è attorcigliato su se stesso, fino a soffocarsi, e da qui le opzioni tampone e momentanee che sono la solita mancetta pre elettorale o simile. Ormai i grandi gruppi fanno tendenza, agricoltori, trasportatori, industriali, e scusatemi se ne dimentico qualcuno, spingono a seconda della propria convenienza, da una parte all’altra, senza soluzione di continuità “costringendo” il politico ad assecondare lo “spingitore” di turno! Le macchine elettriche non si vendono? Bonus auto elettriche. Le persone sole sono in aumento? Bonus famiglia (ossimoro) singola! Siamo alla frutta, perché abbiamo permesso che una schiera di qualità bassissima, a livello politico, si insediasse sugli scranni e decidesse del nostro futuro (sempre che ci si creda a questa favola, avendo perso sovranità dall’ingresso in Europa). Se guardassimo, come esempio della situazione attuale, le nostre strade, ne avremmo la fotografia lampante. Lavori fatti al ribasso, qualità che spesso richiedono sistemazioni dopo pochi mesi, se non settimane; rattoppi a piene mani che durano il tempo di una pioggia intensa o traffico oltre la media. Non avere coscienza di questo, non comprendere che se lavori il lunedì per il martedì, e non pensi al mese o anni a venire, sei finito ancora prima di cominciare. Il problema è che siamo diventati “egoisti” e di conseguenza, l’aspetto sociale, la socialità, il bene di tutti, viene dimenticato, sempre che qualcuno lo abbia ancora. Vieni tacciato per rivoluzionario, anarchico o comunista, mentre basterebbe essere capaci di comprendere che si tratta di quotidianità, ma bisogna cominciare subito. Abbiamo l’esempio lampante del progetto del ponte sullo stretto; costruire una struttura simile, senza pensare alle carenze, storiche, che caratterizzano la Calabria e la Sicilia è da incoscienti o poco capaci di leggere le necessità basilari. Strade pietose, trasporti pubblici su rotaia o gomma, da terzo o quarto mondo, son sotto gli occhi di tutti. Pensare che mettere alla fame un popolo e costringerlo a dipendere sempre da qualcuno, senza far crescere il senso di benessere personale porta sempre in un vicolo cieco. E piano piano ci stiamo arrivando; basta guardare l’indice di povertà crescente, la rinuncia alle cure mediche per le tempistiche bibliche delle strutture pubbliche (lasciate andare ormai alla deriva da decenni); a meno che non sei per lo meno benestante ed allora tutto diventa più fluido, più facile da raggiungere, e qui si ritorna al punto di partenza.