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BAMBINO FATTO SCENDERE DAL BUS SOTTO LA NEVE. SE FOSSE ACCADUTO IN SICILIA…

bimbo-trovato-senza-biglietto-sullautobus-lasciato-a-piedi-in-strada-e-sotto-la-neve BAMBINO FATTO SCENDERE DAL BUS SOTTO LA NEVE. SE FOSSE ACCADUTO IN SICILIA...Un bambino di 11 anni è stato fatto scendere dall’autobus e costretto a tornare a casa percorrendo 6 km a piedi, sotto la neve.

No, non è successo in Sicilia: e questo lo diciamo per sfatare i luoghi  comuni che vorrebbero gli isolani, tutti indistintamente, in odore di mafia e retrogradi. E’ accaduto nel tratto che porta a Cortina d’Ampezzo, dove fervono i preparativi per le olimpiadi invernali e dove gli autobus hanno ritenuto che, per l’occasione, è giusto ritoccare il prezzo del biglietto da 2.50 euro a 10 euro. Senza che ci sia un controllo da parte del governo che a parole fa di tutto per contenere i prezzi ed andare incontro ai bisogni delle famiglie.

Ma nell’opulento Veneto vivono tutti bene, al punto che un autista della ditta che si è resa protagonista (non responsabile, ma proprio protagonista) di un aumento di ben quattro volte del prezzo della corsa, avrebbe lasciato a piedi il bambino sprovvisto del biglietto maggiorato nella tratta tra Calalzo e Cortina d’Ampezzo, nel Bellunese. Ovviamente l’azienda è corsa ai ripari, sospendendo “prudenzialmente dal servizio” il responsabile per il quale si ravvisa il reato di abbandono di minore.

L’azienda inoltre esprime “sollievo avendo appreso dalla famiglia del bambino che per lui non ci sono state serie conseguenze e sta bene”. Meno male!

Siamo basiti di fronte a questo episodio che sconcerta. In un periodo in cui si fa di tutto per convincere gli automobilisti a non abbandonare i cani sull’autostrada durante le ferie, un bambino viene abbandonato sotto la neve, reo di avere esibito un biglietto non valido nel periodo delle Olimpiadi, durante il quale è stata prevista la maggiorazione anche per i residenti.

Non meraviglia il fatto che nessuno dei passeggeri dell’autobus sia intervenuto: fedeli al principio dell’omertà, come le tre scimmiette si sono trincerati tutti in un eloquente silenzio: “non vedo, non sento, non parlo”.

In Sicilia, scrivevamo prima, questa situazione paradossale e balorda non sarebbe accaduta: sarà perché siamo mafiosi o retrogradi, sarà perché come tali abbiamo sviluppato maggiormente dei sentimenti che altri non conoscono, primi fra tutti la solidarietà e la generosità, il bambino non sarebbe stato costretto a percorrere sei chilometri sotto la neve per tornare a casa; i passeggeri sarebbero intervenuti a pagare la quota del biglietto; e l’autista, che si è reso responsabile di un episodio per il quale si sta interessando la procura della Repubblica, non sarebbe stato sospeso, ma cacciato a pedate nel sedere!

Ma non siamo in Sicilia. Purtroppo.

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