BREVE STORIA DEL MESTIERE PIU’ ANTICO DEL MONDO
Il meretricio ha attraversato ogni epoca, evolvendosi da pratica sacra a fenomeno regolamentato dallo Stato. Sì, è stata anche una pratica sacra attuata nel tempio. La sua percezione è oscillata costantemente tra tolleranza e condanna morale, lasciando tracce profonde anche nel tessuto urbano e legislativo locale.
Mesopotamia e Grecia: Inizialmente legata alla prostituzione sacra nei templi, ad Atene fu regolamentata da Solone. Si divideva tra le pornai (schiave confinate nei postriboli) e le etere (colte e indipendenti), oggi queste avrebbero un salotto per invitare amici e conoscenti in ricevimenti di lusso.
Roma antica: I bordelli erano chiamati lupanaria (da “lupe”). Le meretrici dovevano registrarsi presso gli edili e pagare una tassa, subendo l’infamia giuridica. la Chiesa ne impose la tolleranza. Da cui il nome delle case. Sorsero le case chiuse municipali (il primo quartiere a luci rosse fu istituito a Montpellier nel 1285).
A Genova, le autorità medievali e rinascimentali controllavano strettamente il meretricio, confinandolo in zone specifiche per arginare i contagi da sifilide e riscuotere tributi.
Regolamento Cavour-Crispi (1888): Imponeva controlli sanitari obbligatori e schedatura per le donne. Ma, poi, come una tempesta arrivò la Legge Merlin (1958) andando contro natura e ne impose la chiusura credendo così di abolire il mestiere più antico del mondo.
Oggi vediamo donne dell’est e donnone africane seminude nei vicoli che fanno bella mostra di sè. La sanità è sconosciuta e anche la loro sorte, nessuno controlla.
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