BULLIZZATO DAI COMPAGNI E DAGLI INSEGNANTI, SI TOGLIE LA VITA A 14 ANNI
Dal Corriere della Sera
La bara bianca e la foto di Paolo incorniciata sopra. Quella dove suona il basso, strumento che amava come la batteria, un’altra sua passione musicale. È una delle immagini che rimarranno impresse per sempre nelle menti della comunità di Santi Cosma e Damiano, in provincia di Latina, dove vive la famiglia del ragazzo che, nemmeno 15enne, si è tolto la vita un giorno prima di rientrare a scuola. Un gesto che i fratelli, papà Giuseppe e mamma Simonetta, attribuiscono a vari episodi di bullismo di cui era stato oggetto.
Signor Giuseppe, il ministro Valditara l’ha chiamata. Che cosa vi siete detti?
«È stato gentilissimo, all’inizio non avevo risposto perché non conoscevo il numero, poi mi ha mandato un messaggio. Ho apprezzato molto il gesto e le sue parole. Ci ha voluto rassicurare su quanto si sta facendo per fare chiarezza sulla vicenda di Paolo e sul bullismo in generale. Sono iniziate le verifiche nelle scuole frequentate da mio figlio, e sono già stato chiamato da un’ispettrice per un colloquio nei prossimi giorni».
Paolo era bravo a scuola?
«Era considerato tra i più bravi, aveva tutti 7 e 8, ma era stato rimandato in matematica per un 5. Io lo avevo fatto presente alla docente. Negli ultimi tempi, però, ripeteva: “Scuola di m.”. Noi gli siamo stati sempre vicini, i professori e la vicepreside sapevano degli atti di bullismo, ma non hanno fatto niente».
foto da IL MESSAGGERO
Strumenti di condivisione:

Commento all'articolo