CALCIO, ITALIA ANCORA FUORI. IL TRIONFO DEI MEDIOCRI E GRAVINA NON SI DIMETTE
E ANCHE QUESTA VOLTA SARA’ FRA QUATTRO ANNI.
L’ Italia e la Bosnia si equivalgono sul piano tecnico. È bene che ne prendiamo atto. Il calcio italiano oggi si trova in quella fascia lì. Le “filosofie” di commentatori superpagati che pontificano, che sanno tutto, che alcuni di loro ” non ficiunu pira quando erunu pirara”, (come si dice dalle mie parti), sono sinceramente insopportabili.
E quando due squadre che sono sullo stesso livello tecnico si incontrano, il pronostico non può che essere una tripla.
Dopo di che eravamo leggermente svantaggiati perché si giocava in casa loro. Ci siamo complicati la vita rimanendo in 10 uomini. Essere arrivati ai rigori è stata un’impresa. Eppure sull’1 a 0 per noi, abbiamo avuto due grandi occasioni, una con Kean e l’altra con Esposito, entrambe perdute col pallone in curva.
Se ci fosse stato, che so io, Toni nel primo caso e Del Piero nel secondo, molto probabilmente avrebbero fatto goal.
Ma il problema è proprio questo: i Toni e i Del Piero non ci sono più. E nemmeno i Totti, i Pirlo, i Cannavaro ecc. e mi fermo all’ultima Italia decente.
E adesso pensiamo al 2030.
Eppure, se vogliamo pensare veramente e seriamente al 2030, suggerisco a Gravina & C. un nome, l’unica cosa positiva vista stasera in prospettiva, come simbolo di una ricostruzione politica del calcio italiano: Palestra.
Detto questo, ora non rompete i cabasisi per giorni su questa disfatta calcistica. Ci sono cose molto, molto, molto più importanti davanti ai nostri occhi.
di SANTO LAGANA’
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