CALCIO MONDIALE, UN COMMENTATORE CON UNO STILE DA VENDITORE AMBULANTE
da dilei.it
Esagerato, con uno stile da “venditore ambulante” e troppo di parte. Sono solo alcune delle critiche mosse a Lele Adani, ex calciatore e oggi voce dei Mondiali 2026 per la Rai. La sua colpa? Essersi lasciato andare nel corso della telecronaca della semifinale Inghilterra-Argentina, che ha decretato la sconfitta della prima e la vittoria della seconda.
I Mondiali di calcio si giocano in campo, ma non solo. Inevitabilmente l’attenzione si sposta anche sul piccolo schermo, dove telespettatori e appassionati possono seguire in diretta le partite più importanti. Tra queste, la semifinale disputata il 15 luglio tra Inghilterra e Argentina, attesissima e discussa oltre ogni aspettativa.
A far storcere il naso non sono state tanto le prodezze dei campioni in campo, ma la performance di Daniele “Lele” Adani in cabina di commento per la Rai. La sua telecronaca ha diviso il pubblico, con buona parte di questo infastidito da un tifo per la Nazionale sudamericana considerato troppo di parte.
L’Argentina ha completato una rimonta da brivido, vincendo 2-1 nei minuti finali grazie alle reti di Enzo Fernández e Lautaro Martínez, quest’ultimo servito da una delle “magie” di Lionel Messi. Un’azione che ha scatenato Adani e che si è tradotta in un crescendo di urla e citazioni altisonanti (ha tirato in ballo lo spirito di Diego Armando Maradona, tanto per dirne una), mentre tratteneva a stento le lacrime.
“Non è mai finita con l’Argentina! Non è mai finita con la Selección! Il cuore dei campioni del mondo! Enzo raccoglie da Lionel. Einstein diceva che le coincidenze sono il modo in cui Dio sceglie di rimanere anonimo. Ma non lo puoi fare con Dios! Maradona, quarant’anni dopo, orienta! Questa partita non la fa finire perché l’epica deve continuare Il golazo sull’appoggio di Lionel. Andrà rivista la posizione per il gol. Alberto, è un gol incredibile, degno di una partita così epica!”, le sue parole. Il collega Alberto Rimedio ha provato invano a contenere la sua esuberanza, ma c’è stato ben poco da fare.
C’è chi ha apprezzato lo stile di Adani – che, ricordiamolo, solo su Instagram ha quasi 600.000 follower che lo seguono con grande affetto – e chi, al contrario, ha avuto una reazione immediata tanto da trasformare la vicenda un hashtag di protesta, diventato poi virale. Molti telespettatori non hanno affatto apprezzato le urla del telecronista, chiedendosi perché pagare il canone per una “performance” sul Servizio Pubblico giudicata poco professionale ed evidentemente imparziale.
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