CALCIO, Riad, lo schiaffo della Supercoppa Italiana che nasconde i diritti umani.
Andatelo a dire a chi sta lottando in guerra tra la vita e la morte. Andatelo a dire a chi ha fame, schivando mine vaganti e palazzi che si sbriciolano a causa dei bombardamenti. Andatelo a dire ai bambini uccisi con ferocia in medioriente e ad altri che muoiono di fame e malattia per mancanza di medicine. Andatelo a dire………
Potrei continuare all’infinito sul tema che riguarda la mancanza del rispetto dei diritti umani, attraverso lo “schiaffo” apportato dal calcio di Supercoppa Italiana trasferitasi in Arabia Saudita per una montagna di denaro a dispetto dei tifosi, ma, soprattutto, all’arroganza di utilizzare l’occasione araba per strafogarsi di soldi.
E pensate quanto di questo denaro aiuterebbe a incrementare la ricerca sul cancro e sulle malattie rare, la fame nel mondo e i più disparati bisogni dei ceti meno abbienti.
No, non è il mio pensiero di rivolgermi alla retorica delle cose scontate, ma il disgusto di assistere a un football che non ci appartiene per vergogna, sfrontatezza, menefreghismo verso chi non sa come unire il pranzo con la cena per sfamare la famiglia, i figli, la scuola, le tasse, le bollette da pagare. Non è retorica è avversione verso un sistema calcio che non solo non riconosce i diritti umani, ma li ignora e li nasconde attraverso sfarzi di abbagli luminosi e luci artefatte che traducono l’eccesso, l’esagerato, il vergognoso riempire la pancia e le tasche di quel troppo che è vergogna. A chi troppo e a chi niente. Chi si abbuffa in modo nauseante e chi si accontenterebbe di poco per sopravvivere.
Ma allora, chi sono i responsabili di tanta vergogna?
L’ultimo accordo sottoscritto tra la Lega di Serie A e il Public Investment Fund (FIP), rinnovato a maggio 2025 per altri quattro anni fino al 2028, vale 92 milioni di Euro totali. Nelle casse della Lega entrano 23 milioni l’anno, puntualmente versati dai sauditi per ospitare l’evento. E mentre la Lega prosegue ostinata nel suo intervento, ignorando il dissenso delle tifoserie, e, soprattutto, di chi difende la moralità e l’etica nel pieno rispetto dei diritti umani, tutto procede tra gli abbagli del TROPPO, dell’ECCESSIVO, del NAUSEANTE, e della vergogna di un calcio che ha finito di chiamarsi tale.
Salvino Cavallaro
Scrivi a Santo Smedili
Strumenti di condivisione:

Commento all'articolo