CANZONI A RICHIESTA n° 25
Vecchio frak è un brano musicale di Domenico Modugno, pubblicato per la prima volta nel settembre 1955.
La canzone, diventata una delle più popolari dell’artista pugliese, è molto intensa, con testo e musica composti da Modugno; il testo presenta sia parti cantate che parti fischiettate, mentre la base musicale, suonata alla chitarra dallo stesso cantautore, è caratterizzata dall’accompagnamento che funge anche da parte ritmica, eseguito battendo la mano sulla cassa dello strumento. È la storia, narrata anche attraverso metafore, di un elegante uomo in frac che a mezzanotte passeggia per le vie deserte di una città con aria malinconica e all’alba si è evidentemente suicidato, in quanto l’abito, il cappello ed il fiore che indossava galleggiano da soli nel fiume; chi canta la canzone ignora chi sia quest’uomo e da dove venga. Ma come lo stesso Modugno ha raccontato più volte, questa canzone è ispirata alla vicenda del principe Raimondo Lanza di Trabia (marito dell’attrice Olga Villi), che, all’età di 39 anni, il 30 novembre 1954, era morto cadendo da una finestra dell’Hotel Eden di via Ludovisi a Roma, gesto ritenuto generalmente un suicidio ma mai del tutto chiarito.
Fu la prima delle due canzoni di Modugno con testo in italiano durante il primo periodo RCA (la seconda fu Musetto, incisa pochi mesi dopo e presentata al Festival di Sanremo 1956).
Il cantautore, con questo brano, ebbe i primi problemi con la censura: il verso finale «Ad un attimo d’amore che mai più ritornerà» gli fu fatto trasformare in «Ad un abito da sposa primo ed ultimo suo amor», poiché la commissione di censura ritenne che parole che alludevano a contatti fisici fossero da considerarsi immorali.
Nelle interpretazioni successive Modugno cantò sempre la versione originale. Nei versi, inoltre, veniva detto «solo va un uomo in frac» e «chi mai sarà quell’uomo in frac», che furono poi trasformati dallo stesso Modugno in «solo va un vecchio frac» e «di chi sarà quel vecchio frac» per dissimulare il suicidio, evitando di sottolineare il contrasto tra l’uomo in frac e il frac nel fiume da solo.
La canzone fu reincisa in seguito cinque volte da Modugno ad ogni cambio di casa discografica.
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