CANZONI A RICHIESTA n° 30
Quattro amici, canzone del 1991, fu scritta ed interpretata da Gino Paoli. All’epoca il brano divenne molto popolare e lo si poteva spesso apprezzare nelle varie trasmissioni radiofoniche. In alcune versioni modificate presenti in rete, alla fine del brano è stato inserito anche Vasco Rossi che canta il ritornello di Vita spericolata.
Gino Paoli ha spiegato chi erano i protagonisti della canzone: l’autore che aveva rilevato la licenza del bar, Giulio Frezza, suo amico dai tempi dell’Accademia delle Belle Arti, il giornalista Arnaldo Bagnasco e l’architetto Renzo Piano.
La traccia interpreta e traspone in maniera romantica e musicalmente allegra la tipica situazione nella quale in molti si sono trovati a vivere in prima persona, vale a dire il lamentarsi della vita, del lavoro o della società stando seduti al bar e sorseggiando la propria bevanda preferita. La canzone è raccontata come una storia e al termine dell’arco narrativo il protagonista finisce per rendersi conto che il tempo è passato, le cose sono rimaste esattamente come prima, ma egli è rimasto solo, mentre una nuova generazione già bussa alle porte.
La canzone narra presumibilmente di un lasso di tempo di circa 25 – 30 anni, dai movimenti sociali degli anni 60 (nei quali si discute spesso “di anarchia e di libertà”) fino al presente dei primi anni 90 di quando è stata scritta la canzone. Lo scandire del tempo si evince dalle bibite che consumano gli avventori del bar, passando dalla Coca-Cola tipica di adolescenti e giovanissimi, al vino più caratteristico dei giovani adulti fino al whisky che in genere è preferito da persone mature.
Col tempo l’entusiasmo ed i buoni propositi di non voler finire a fare una vita normale vengono meno, tant’è che il primo amico che abbandona il gruppo trova lavoro proprio come impiegato di banca, mentre il secondo evidentemente si è sposato ed è assorbito dagli impegni familiari. Le intenzioni fattive e costruttive inizialmente proposte (i “farò”) lasciano posto dapprima al dubbio (i “però”) e quindi alla rassegnazione (i “sarà”), e ciò è anche accompagnato dal cambiamento degli argomenti di conversazione da impegni di lotta sociale (“anarchia e libertà”) ad aneddoti e pettegolezzi relativi ad altre persone (“individui e solidarietà”) fino alla visione disillusa di un futuro incerto (“speranze e possibilità”). Alla fine, proprio quando lo stesso legame all’interno del gruppo di amici si è affievolito a tal punto che tutti preferiscono stare a casa piuttosto che trovarsi al bar a chiacchierare, e il “protagonista” si ritrova da solo al bar, rivede nei quattro ragazzini che sopraggiungono, se stesso coi suoi amici quando avevano la loro età e i loro stessi propositi di “cambiare il mondo” e capisce che ormai il futuro è nelle mani della prossima generazione (possibilmente sperando che il ciclo non si ripeta).
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