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CANZONI A RICHIESTA n° 34

CHARLES-AZNAVOUR-disco-LP-33-giri-CANTO-LAMORE CANZONI A RICHIESTA n° 34Charles Aznavour, di origine armena, inizia l’attività artistica all’età di nove anni con il nome d’arte di Aznavour, che lo accompagnerà per tutta la vita. Il suo colpo di fortuna giunge nel 1946, quando viene scoperto da Édith Piaf, che lo porta in tournée.

Negli anni sessanta rafforza la sua fama con una serie di successi, a partire da Tu t’laisses aller (1960), prima in classifica in Francia per tre settimane, Il Faut Savoir (1961), prima per 15 settimane, proseguendo con La mamma (1963), che nel febbraio 1964 arriva al primo posto, Et Pourtant, prima per cinque settimane, For Me Formidable (1964) e Que c’est triste Venise (1964), La Bohème (1965), che nel 1966 arriva prima per tre settimane, per finire con Désormais (1969).

La maggior parte delle canzoni di Aznavour parlano d’amore e nella sua lunga carriera ne ha scritte oltre mille. Il fatto che cantasse in diverse lingue gli ha consentito di esibirsi in tutto il mondo divenendo ovunque molto famoso. Ha cantato alla Carnegie Hall e in tutti i maggiori teatri, duettando con star internazionali come Nana Mouskouri, Liza Minnelli, Sumiva Moreno, Compay Segundo, Céline Dion e, in Italia, con Mia Martini, Milva e Laura Pausini.

aznavour CANZONI A RICHIESTA n° 34“L’istrione”, uno dei suoi successi, celebra l’attore che possiede un talento così versatile da poter passare da toni pacati a toni veementi, dall’emotività alla razionalità, come un’anima che si adatta a diversi ruoli, ma senza mai perdere la sua essenza. La figura dell’istrione, nella canzone, è consapevole della propria grandezza artistica (“quel che valgo lo so e ad esser sincero solo un vero istrione è grande come me”), ma si distingue per una forma di autoironia e per la consapevolezza che il suo talento lo rende diverso dagli altri. E’ visto anche come un improvvisatore, capace di essere sempre pronto e di non farsi mai mancare le parole, grazie a un talento innato.

Oltre al significato artistico, “istrione” può indicare anche una persona che recita in modo plateale e poco dignitoso nella vita quotidiana. Tuttavia, nel contesto della canzone, Aznavour ribalta questo significato, elevando l’istrione a figura positiva e unica, un vero artista che, con le sue “maschere”, esprime la propria verità e la propria genialità.

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