CANZONI A RICHIESTA n° 48
Tra il 1987 ed il 1988 nasceva una delle trasmissioni che più di altre ha influenzato la storia della televisione degli anni ’90: “Indietro tutta!”
Alla conduzione del programma c’era Renzo Arbore che non nascondeva le sue intenzioni fortemente critiche e satiriche nei confronti della TV italiana del tempo. Ma la critica raramente viene capita! Spesso si confonde la satira con il trash. Indietro tutta! è il programma che fa uscire la TV dagli anni ’80 e la fa entrare ufficialmente negli anni ’90, in cui il trash e l’assenza di contenuti diventa uno standard in molti programmi televisivi, fino ad oggi.
Per rendere il tutto più verosimile Arbore aveva addirittura uno sponsor inventato di nome “Cacao meraviglião” che veniva pubblicizzato tramite una canzone scritta da lui stesso, cantata dall’allora quattordicenne Paola Cortellesi e ballata da ragazze finte brasiliane; il tutto ancora una volta per poter farsi beffa delle tecniche pubblicitarie che inventavano l’esoticità di un caffè; e poichè l’audience della trasmissione era alle stelle i telespettatori cercavano il “Cacao Meraviglião” negli scaffali dei supermercati.
Arbore lanciava con le sue canzoni messaggi critici a raffica! La canzone “Si, la vita è tutto un quiz”, in cui critica il fatto che la TV si riempie sempre più di quiz in cui si diventa magicamente ricchissimi (beate lire)! Lo telespettatore annoiato, che segue delle trasmissioni in cui “si fanno i milioni”, si immedesima facilmente in chi sfida la fortuna, condividendo con lui sia i sogni di gloria che le ricadute rovinose. Il mito del fare soldi con la cultura da quiz, del vincere denaro con facilità o anche il semplice pensare che il futuro lo si possa costruire solo con una botta di fortuna è una cosa che ha inventato Mike Bongiorno (importando dagli USA), ma che ci portiamo dietro e che tutt’oggi riempie i palinsesti dei nostri canali televisivi.
La TV è piena di numerosissimi quizzettoni che allietano le noiose serate casalinghe degli stanchi lavoratori italiani, ma a volte i fortunatissimi concorrenti si trasformano in degli Icaro, che volando troppo in alto decadono allo stato di comune mortale perdendo miseramente e portando a casa il semplice gioco da tavola con cui poter continuare a giocare al “piccolo concorrente” per tutta la vita, ma entro il contesto familiare tanto odiato.
In ogni caso il telespettatore gode di quanto vede, ed Arbore ben consapevole di tutto ciò, volutamente ironizza sulla deriva della TV italiana (questione ancora attualissima) tramite una comicità grottesca, che oggi definiremmo trash in cui le antenate delle veline: “Le ragazze coccodè” mostrano i loro corpi ostentando una stupidità che magari non le riguarda realmente.
Da https://apprendistastregone.wordpress.com
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