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CANZONI A RICHIESTA n° 53

arcobaleno CANZONI A RICHIESTA n° 53Mogol, alias Giulio Rapetti, era figlio d’arte. Il padre Mariano, oltre ad essere un pezzo grosso della Ricordi, era un affermato paroliere con il nome d’arte di Calibi (la canzone di maggior successo fu, negli anni 50, VECCHIO SCARPONE, mentre negli anni 60 scrisse con il figlio LE COLLINE SONO IN FIORE, presentata al Festival di Sanremo nel 1965). Tornando a Mogol, il suo primo testo ufficiale fu la canzone Briciole di baci (1960), che vinse il Burlamacco d’Oro 1960. Ma il successo venne nel 1961, quando vinse il Festival di Sanremo con Al di là, scritta con Carlo Donida e interpretata da Luciano Tajoli e Betty Curtis. Come paroliere, Mogol vincerà per altre due volte il Festival: nel 1965 con Se piangi, se ridi di Bobby Solo e nel 1991 con Se stiamo insieme di Riccardo Cocciante. Nel 1960, Mogol firmò a suo nome, per la SIAE, le prime edizioni del brano Il cielo in una stanza, scritto interamente da Gino Paoli, all’epoca non ancora iscritto alla SIAE, e inizialmente interpretato solo da Mina. Ritornò al Festival di Sanremo nel 1964, con Una lacrima sul viso, con la quale il cantante Bobby Solo ottenne un grande successo. Oltre a scrivere ex novo testi in italiano per moltissimi cantanti, Mogol fu impegnato nella traduzione dall’originale di parecchi successi inglesi e americani, giunte al successo. Fra le innumerevoli canzoni firmate da Mogol, citiamo L’ARCOBALENO, cantata da Adriano Celentano, con la musica di Gianni Bella, inclusa nell’album Io non so parlar d’amore, pubblicato nel 1999.

Il brano è dedicato a Lucio Battisti, morto quattro mesi prima dell’uscita dell’album. Il testo della canzone è infatti un discorso in prima persona, rivolto ad un amico (“io son partito poi così d’improvviso che non ho avuto il tempo di salutare“). Celentano registrò la canzone in casa sua a notte fonda e decise di inserirla nell’album senza reinciderla. Il brano contribuì grandemente al successo dell’album che vendette oltre due milioni di copie. L’arcobaleno simboleggia amicizia e affetti intimi, oltre che ad essere simbolicamente un’unione tra l’aldilà e il mondo terreno.

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