CANZONI A RICHIESTA n° 61
“Caro amico ti scrivo, così mi distraggo un po‘” così inizia “L’anno che verrà” una delle canzoni più famose di Lucio Dalla. Il brano scritto e cantato nel 1978 è stato pubblicato l’anno successivo nell’album Lucio Dalla, la cui permanenza nella classifica degl LP fu di ben 113 settimane, con una posizione massima del secondo posto; e questo prima di sbancare con Banana Republic, portata in giro per gli stadi con Francesco De Gregori e svolta in maniera ordinata, registrando un’affluenza di pubblico senza precedenti.
Il brano sarebbe stato inizialmente dedicato al suo amico Giuseppe Rossetti il quale, incastrato per motivazioni politiche, venne portato in prigione alla Dozza (si racconta che proprio Lucio passò la notte di Capodanno in compagnia di Giuseppe in prigione). La prima versione del testo venne scritta nella casa di Rossetti nel paese di Monghidoro. Il testo sarebbe poi stato rivisto da Lucio Dalla insieme all’amico padre Michele Casali, un frate domenicano di Bologna, altra persona alla quale si pensa sia dedicata la canzone.
Scritto come una lettera inviata a un amico lontano, contiene diversi riferimenti alle tendenze e agli eventi di quell’anno, partendo dalla difficile situazione sociale degli anni di piombo (“Si esce poco la sera compreso quando è festa e c’è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra“; anche la melodia contribuisce al tono malinconico e di situazione stantia.
Il brano è diventato da molti anni la sigla del programma televisivo omonimo, trasmesso ogni anno nella serata del 31 dicembre per aspettare l’anno nuovo. Nonostante sia ancora cantato, fa risaltare un periodo della nostra vita in cui prevaleva l’abitudine a scrivere per dare notizie di sè piuttosto che telefonare o affidarsi a whatsapp! Ed infatti di un periodo che non tornarà ricordiamo LETTERA A PINOCCHIO, SCRIVIMI, SCRIVI, SOLO DUE RIGHE, UNA CARTOLINA…
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