CANZONI A RICHIESTA n° 84 – L’UFFICIO DELLE COSE PERDUTE
Ancora Gino Paoli, con una canzone che ha dato il nome all’album omonimo, presentato integralmente durante un concerto tenuto al Paladiana di Milazzo e organizzato da Giacomo Ruvolo. Per quella occasione intervistai il Maestro alla fine del concerto, unico fra i rappresentanti della stampa e delle radio libere presenti.
“L’Ufficio delle cose perdute” mette in evidenza, oltre ad una piena maturità, anche la profondità poetica e la libertà artistica di Gino Paoli. Al centro della storia della canzone principale c’è la sua città, Genova; il ricordo degli anni passati, dei vecchi amici, della proposta di cambiare e tornare indietro svaniscono quando Paoli ripensa all’ “albero che ho piantato otto anni fa per sempre”: appare, non per la prima volta, il pensiero verso il figlio Niccolò, citato già nella canzone “Cosa farò da grande”, quanto apriva la stessa con “Mio figlio ha cinque anni – e cinque convinzioni…”. E’ il frutto del suo amore con Paola Penzo, autrice dei suoi brani. Sarà la stessa Paola a stargli vicino per il resto della vita. Sarà il momento in cui il cantautore crede fermamente nella famiglia.
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