C’ERANO UNA VOLTA GLI ESAMI DI STATO…
di Gaetano MERCADANTE
Quasi quasi mi dispiace. Ma non troppo. Ieri sera aspettavo l’arrivo dei diplomandi che, come ogni anno, nella notte che precede l’inizio degli esami, bordellano con salti, urla, spumante e selfie davanti al cancello dell’Enrico Fermi di Barcellona P.G. (abito di fronte).
Ieri notte ho aspettato invano. Orecchie attivate e finestre aperte per sentirli arrivare e poter brontolare di questa gioventù “che noi eravamo diversi” giusto per tenermi in allenamento critico. Non capirete mai che gusto stupendo si provi a criticare la gioventù degli altri!!! Invece niente. Silenzio totale, direi preoccupante. Pensavo: o ci siamo saltati una generazione di diplomandi o hanno bordellato altrove e quest’ultima cosa non si fa, non è giusto che io sto qui ad aspettare chi non arriva! O, forse, erano tutti camomillati come ai nostri tempi reclusi in casa che devi riposare per il tema. Intanto l’effetto degli ansiolitici svaniva sotto il tormentone casalingo della mamma, della zia, di papà, del professore/essa di famiglia: “Hai preparato la cartuccera (questa è per pochi), “Hai sistemato i rotolini in ordine tematico?”, “Hai ripassato?”, “Hai le penne?”, “Domattina sveglia presto” e via via fino a desiderare di essere soli al mondo su un’isola sconosciuta dove non serve neanche lì prendersi un diploma di maturità se poi non hai come spenderlo nel mondo del lavoro.
E sono rimasto così, deluso, disinformato, preoccupato, solo dietro ad una finestra a guardare una strada vuota, un cancello e un marciapiede disertato dai festaioli. Mi sono rimaste le lamentele nuove nuove, custodite per un anno senza averle potute esternare ai festaioli diplomandi in preda a non so che cxxxx ci state festeggiando? Ma lo sapete che fra qualche tempo rimpiangerete questi anni? Che desidererete tornare a scuola almeno un giorno per assaporare quell’atmosfera che adesso vi ha nauseato? Che vorreste rivedere i vostri professori e riascoltare i loro consigli con una maturità diversa? Lo sapete o no?
Eh già! Non lo sapevo neanche io!
Ecco, questo volevo dirvi: Non abbiate fretta di crescere, non abbiate fretta di raggiungere le future mete. Camminate con calma e, mentre camminate nel futuro, godetevi anche il panorama che è l’essenza stessa del viaggio ed è proprio quella che non rivivrete mai più.
I diplomi di carta e le lauree le appiccicherete al muro e le vedrete tutti i giorni, il senso del viaggio sarà perso per sempre. Incamminatevi nella vita ma non dimenticate che la vita altro non è che il viaggio stesso (l’ho già detto?).
Detto questo ritorno il brontolone che ieri sera aspettava il vostro arrivo perché volevo dirvi: “Ma si può sapere cosa cxxxx ci festeggiate??? Andate a fare in c…. invece di fare casino alle 2 di notte sotto casa mia!!!”, “Non ci sono più i giovani di una volta! Quelli si sono fatti vecchi!”
(da Facebook)
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