CHI VIVE DA SOLO SPENDE DI PIU’
Nel 2024 gli acquisti delle famiglie composte da una sola persona hanno superato i 235 miliardi di euro, pari al 26,2% della spesa complessiva degli italiani. Si tratta di 69 miliardi in più rispetto al 2012, quando il totale si fermava a 166 miliardi. Il boom è dovuto ai cambiamenti demografici e sociali, secondo i dati della Confesercenti, sulla base di elaborazioni su dati Istat e un sondaggio condotto con Ipsos presso un campione di consumatori.
La crescita è destinata a proseguire: infatti, secondo le proiezioni, entro il 2040 la spesa dei consumatori che vivono da soli arriverà a toccare i 287 miliardi di euro, il 30% del totale nazionale e il 72% in più rispetto al 2012. La spesa dei consumatori che vivono soli è diversa nelle abitudini rispetto a quella delle famiglie con più di una persona. I single mangiano più spesso fuori casa: il 27% pranza o cena fuori almeno due volte a settimana, contro il 21% delle famiglie, mentre il 13% ordina cibo a domicilio o da asporto 2-3 volte a settimana, più del doppio rispetto alle famiglie senza figli. Il 20% acquista abitualmente piatti pronti o semipronti, il doppio rispetto ai nuclei più numerosi (9-10%), e l’11% preferisce confezioni monoporzione, il cui costo è maggiore.
Ma non è tutto: il 9% dei single fa la spesa alimentare online, tre volte la media nazionale (3%), e anche per abbigliamento, tecnologia e beni non alimentari l’e-commerce per chi vive da solo tocca il 30%.
Diversa anche la distribuzione della spesa: i single destinano quote più alte a tecnologia (35% contro il 30%) e connettività (60% contro il 48%), mentre spendono meno della media in abbigliamento e cura della persona. Sul fronte dei viaggi, invece, risultano più prudenti: la spesa media annua dichiarata dagli intervistati si ferma a 1.543 euro, molto al di sotto dei 2.645 euro delle famiglie con figli ma di gran lunga superiore nella media pro capite.
L’assenza di economie di scala familiari costringe i single a sostenere in solitudine tutte le spese fisse – dall’abitazione agli alimenti, fino ai servizi essenziali – rendendoli più esposti all’impatto del carovita e riducendone la capacità di spesa discrezionale. In particolare, per le famiglie composte da una sola persona l’abitazione assorbe il 41% del budget complessivo.
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