CHIAMATE DAI CALL CENTER, LA TRUFFA E’ SERVITA! APRITE GLI OCCHI!
Volete cambiare gestore di gas o elettricità online o telefonicamente? Preparatevi: nei giorni successivi verrete sommersi da telefonate aggressive e insistenti.
I vostri dati personali e di utenza finiscono rapidamente in strani circuiti commerciali. Call center, intermediari e venditori borderline e fraudolenti vi contatteranno ossessivamente per convincervi a rescindere il nuovo contratto e passare a offerte presentate come “migliori”, ma più costose o ingannevoli. Le chiamate possono essere decine al giorno. Gli operatori usano tecniche manipolative: spaventano prospettando rincari improvvisi, si spacciano per il vostro vecchio o nuovo gestore ufficiale, creano urgenza artificiale (“l’offerta scade oggi”), generano confusione deliberata per estorcere un “sì” che diventa consenso contrattuale.
Ora la domanda è: si tratta solo di una “falla” tecnica o è un sistema che tollera e incentiva queste pratiche?
Dati che circolano attraverso meccanismi strani, consensi poco chiari, caselle pre-spuntate, termini d’uso incomprensibili permettono la cessione di informazioni a “partner commerciali” non meglio specificati.
I grandi gestori affidano le vendite a società esterne, che a loro volta subappaltano ad altre, creando catene dove il controllo si diluisce e le responsabilità si perdono. Gli operatori, spesso sottopagati e pressati da obiettivi impossibili, adottano qualsiasi metodo pur di chiudere contratti.
Questo fenomeno mostra una contraddizione sistemica del capitalismo contemporaneo. Promettono mercato libero dove la concorrenza dovrebbe avvantaggiare il consumatore. Ma nella pratica, la “liberalizzazione” di settori essenziali come l’energia ha creato una giungla dove il cittadino non è un soggetto sovrano che sceglie razionalmente, ma una preda da stancare, confondere e manipolare.
L’autonomia decisionale diventa vulnerabilità . Il fatto stesso di aver esercitato una scelta – cambiare fornitore per risparmiare – espone a un bombardamento che trasforma un diritto in un incubo. Non consumatori informati, ma bersagli di tecniche di pressione psicologica progettate per sopraffare le capacità di giudizio.
I dati personali, che dovrebbero essere tutelati, diventano merce di scambio in un mercato opaco incontrollato.
Ciò che emerge è un’architettura di potere dove le grandi compagnie e i loro intermediari hanno risorse, tecnologie e strategie per aggirare le tutele formali, mentre il singolo cittadino, pur formalmente protetto da leggi sulla privacy e sulla concorrenza, si trova di fatto sovrastato da forze che sfruttano asimmetrie informative e psicologiche.
“Liberi” sulla carta, ma condizionati e vessati nella pratica quotidiana.
WI
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