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CI HA LASCIATI GIOVANNI MAIMONE DELL’EX BAR ALEXANDER

MAIMONE-GIOVANNI CI HA LASCIATI GIOVANNI MAIMONE DELL'EX BAR ALEXANDERnecrologio-giovanni-maimone-1 CI HA LASCIATI GIOVANNI MAIMONE DELL'EX BAR ALEXANDERDa alcuni giorni mi capitavano fra le mani vecchie cartoline, fotografie della Conferenza Nazionale ISTAT del 1998 a Roma … Le guardavo distrattamente, mentre i miei ricordi mi portavano lontano. Le cartoline si riferivano ad un periodo in cui GIOVANNI MAIMONE, uno dei più brillanti giovani colleghi di papà, andato a lavorare al suo fianco quando aveva poco più di tredici anni, svolgeva il servizio militare nell’isola di Pantelleria: era il modo per sentirsi vicino a colui che fu il suo Maestro, nei primi anni del suo lavoro presso il bar Cambria, e gli mandava di tanto in tanto delle cartoline, secondo gli usi del tempo. Le foto scattate allo stand del comune di Milazzo alla Conferenza Nazionale di Statistica riportavano, fra gli sponsor di allora, il neonato Bar Alexander. Anche se erano passati pochi anni dalla nascita, il locale era diventato un fiore all’occhiello nella città di Milazzo, e le grandi manifestazioni organizzate su scala nazionale erano abbastanza ambite per i giovani proprietari. Non pensavo assolutamente ai motivi che, nel volgere di un paio di giorni, avevano portato tra le mie mani le cartoline e le foto del bar Alexander: pura coincidenza, o chissà cos’altro. E non ci feci caso. Dopo qualche giorno però seppi che la coincidenza non era tale: GIOVANNI MAIMONE ci aveva lasciati! Rimasi allibito.

GIOVANNI, uno degli ultimi ragazzi che aveva lavorato con mio padre! Uno dei ragazzi che mostrava, rispetto agli altri, una sua spiccata dote imprenditoriale! GIOVANNI, che si era formato in lunghi anni di gavetta e poi aveva iniziato, con tanto sacrificio e una buona dose di coraggio, un’attività tutta sua ci aveva lasciato! Non avevo saputo nulla, e ho scoperto il perché: il giorno della sua triste partenza non mi trovavo a Milazzo, ma all’ospedale di Reggio Calabria, per non mancare ad uno dei miei appuntamenti fissati con largo anticipo dei medici.

Era il 14 gennaio; ed il 14 gennaio partiva per un lungo viaggio GIOVANNI MAIMONE.

Non ci sono parole per commentare il prematuro addio di un ragazzo semplice e buono che aveva bruciato le tappe: onesto, educato, lavoratore, è stato per anni autore di un percorso che lo aveva portato lontano, fra i grandi Maestri della pasticceria. Lavorava con passione GIOVANNI, e si era appassionato al punto che frequentava con profitto i corsi di formazione perché aveva tanto da imparare: anche se per noi, per i suoi clienti, era ai vertici.

GIOVANNI non era più il ragazzino che avevamo conosciuto al bancone del bar Cambria: e gli occhiali inforcati sul naso tradiscono anche la sua età. Lo vediamo in una foto con una sua creazione natalizia, i panettoni; fu uno dei primi a crearli artigianalmente, perché aveva talento e voleva sempre essere tra i migliori nel suo campo.

Purtroppo solo cinque anni fa, nel mese di aprile, una tragedia lo aveva colpito: l’incidente dal figlio Alessandro avvenuto il 5 aprile, il lunedì di Pasquetta. Una lunga attesa fatta di speranze e preghiere. Quindici lunghissimi giorni ma le condizioni diAlessandro erano precipitate rendendo vani i tentativi dei medici di strappare alla morte il giovane.

Si erano infranti i sogni di quel ragazzo sorridente, della sua voglia di crescere, di affermarsi, di vedere la squadra del cuore, la sua Inter, vincere lo scudetto.

Si erano infranti anche i sogni di GIOVANNI MAIMONE che ha visto svanire i suoi progetti.

Ora si è spento anche lui, scrivendo la parola FINE ad un’avventura iniziata negli anni 90…

Ma sarà stato contento GIOVANNI di riabbracciare suo figlio? Non possiamo saperlo, nè lo sapremo mai: è una domanda che rimarrà senza risposta; una domanda che giriamo ai suoi cari, per dare loro un conforto, per rassicurarli che GIOVANNI è lassù, fra le braccia del Signore, ed al suo fianco c’è il giovane Alessandro, allegro e sorridente come lui.

Di GIOVANNI saranno sempre fra di noi le sue qualità umane e professionali, quel sorriso trascinante e quella voglia di vivere, di imparare, di primeggiare. Resteranno fra i miei ricordi le cartoline e le foto, ritrovate chissà per quale oscuro motivo.

Resterà anche quel vuoto incolmabile, per i suoi familiari e per tutti coloro che lo hanno amato e che sono stati deliziati dalle sue creazioni: quelle del bar Alexander.

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