CI LASCIAVA CINQUE ANNI FA PIPPO FORMICA, detto PIPPO SCERIFFO
GIUSEPPE FORMICA, figlio di Vittorio Formica, aveva 76 anni. Lo abbiamo sempre chiamato Pippo “SCERIFFO”, un soprannome che si era guadagnato da ragazzo, negli anni delle battaglie fra i coetanei dei rioni di Milazzo.
Eravamo alla fine degli anni 50… le rivalità accese tra Sena e Strata arreti, Borgo e Vaccarella, Casale e via del Sole innescavano lunghe battaglie a colpi di bastoni o sassaiole che si esaurivano spesso a fine giornata, per riprendere il giorno dopo. C’erano i capi, che coordinavano quella strane e spesso cruente operazioni belliche, che si fermavano se qualcuno si portava alla testa le mani e si metteva ad urlare perché un sasso lo aveva colpito. Un fazzoletto inzuppato di acqua, un po’ di zucchero e di aceto, sempre di nascosto dai genitori e una medicazione veloce fatta da una mamma compiacente che doveva mantenere il segreto. E si ripartiva, fino alla prossima tregua!
Pippo Sceriffo ci ha lasciati cinque anni fa: molti dei suoi coetanei, nell’apprendere la notizia, si sono chiusi in un religioso silenzio. Noi di quella generazione, combattenti di quelle lunghe battaglie fra ragazzi, ci siamo rimasti male perché uno di noi è andato via.
Non abbiamo chiesto quale sia stato il motivo, se sono subentrati problemi di salute, se tutto sia avvenuto all’improvviso… Pippo, come il capo, si era addormentato per sempre, e davanti a lui, da vecchi piccoli guerrieri, abbiamo ammainato le nostre bandiere per tributargli gli onori che si riconoscono al capo di mille battaglie.
Quanti ci hanno lasciati dei nostri vecchi compagni, dei nostri rivali di quelle battaglie in una Milazzo povera e genuina? E quanti partiranno dopo di loro? Mi sembra di risentire una vecchia canzone, CHE SARA’…
Gli amici miei son quasi tutti via…e gli altri partiranno dopo me… peccato perché stavo bene in loro compagnia…
Già… quasi tutti via… Altri partiranno… e lassù, caro Sceriffo, ci ritroveremo….
Continueremo le battaglie? O diventeremo improvvisamente tutti più buoni… Ma saremo ragazzi o adulti? Con i pantaloni corti e senza preoccupazioni, oppure con i nostri genitori, i nostri cari…. ?
Non lo so, caro amico mio…so soltanto che avrai salutato i ragazzi di ieri che saranno lì ad attenderti, ma anche il caro don Vittorio, e anche il suo grande amico, mio papà… e tanti amici. Caro Pippo, non ti sei dimenticato di nessuno…
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